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Cappato: "Non seppellire il dibattito sull'eutanasia"

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Cappato: "Non seppellire il dibattito sull'eutanasia"

Cappato: "Non seppellire il dibattito sull'eutanasia"
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La decisione della Corte costituzionale

La Corte costituzionale, chiamata a valutare le norme sull'aiuto al suicidio nell'ambito del processo per la morte di Dj Fabo che vede imputati il radicale Marco Cappato e Mina Welby per aiuto al suicidio, ha rimandato tutto di un anno.

Con una decisione totalmente inedita i giudici hanno invitato il parlamento a legiferare sull'eutanasia, perché, testuale, "la norma lascia prive di tutela situazioni costituzionalmente meritevoli di protezione".

Il presidente della Camera dei deputati Roberto Fico ha accolto l'invito a legiferare sull'eutanasia e il radicale Marco Cappato, che si autodenunciò per aver aiutato Dj Fabo, malato da tempo, a morire in una clinica in Svizzera, si è detto fiducioso.

Marco Cappato a euronews

"Siamo sulla strada per fare buone regole sull'eutanasia contro l'eutanasia clandestina" - dice Cappato. "Penso che questo parlamento ce la possa anche fare"

"In Italia l'opinione pubblica è ampiamente favorevole (all'eutanasia n.d.r.), lo dicono i sondaggi, quindi se ci sarà un dibattito fatto di fronte all'opinione pubblica noi otterremo la legge, ne sono sicuro".

Domanda: però l'eutanasia non è nel programma di governo.

"È vero ma nel programma c'è l'immediata trattazione delle leggi d'iniziativa popolare ecco la nostra è in attesa in parlamento da 5 anni. Quindi noi non ci aspettiamo che il governo in quanto tale sostenga la nostra posizione ma ci aspettiamo che il governo tenga fede all'impegno di trattare prioritariamente le leggi di iniziativa popolare a partire da quella sull'eutanasia dato che anche la Corte costituzionale riconosce l'inadeguatezza delle attuali norme.

Non è un problema di schierarsi per l'eutanasia, l'unica cosa che chiediamo al governo è di non seppellire il dibbattito poi starà a ciascun parlamentare di decidere secondo coscienza".

Domanda: lei ha parlato di vittoria ma non sarebbe stata una vittoria più grande se la Corte costituzionale si fosse espressa per l'incostituzionalità della norma?

"Sicuramente sarebbe stata una soluzione definitiva ma la Corte avrebbe anche potuto dichiararsi incompetente rimandando tutto al parlamento ma senza stabilire una data".

Il parlamento ha un anno di tempo poi, il 24 settembre 2019, la Corte costituzionale, legge o non legge, si riunirà di nuovo in camera di consiglio per deliberare sull'aiuto al suicidio.