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A Norcia capodanno con il Covid chiusi in una casetta

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Di ANSA
"Pandemia peggio del terremoto" racconta all'ANSA Pamela
"Pandemia peggio del terremoto" racconta all'ANSA Pamela

(ANSA) – NORCIA (PERUGIA), 01 GEN – “Capodanno con il Covid e
chiusi in casetta, ma abbiamo vissuto momenti peggiori con il
terremoto e soprattutto con il primo lockdown”: a raccontarlo
all’ANSA è Pamela Guerra, una giovane mamma di Norcia costretta
a trascorrere la notte di San Silvestro dentro la propria Sae
assieme ai due figli piccoli e il marito Massimiliano. “Sia io che il mio bimbo Samuel, nato il 24 agosto 2016,
giorno della prima grande scossa che distrusse Amatrice, siamo
positivi al coronavirus, ma fortunatamente stiamo bene”,
racconta Pamela. “Il bimbo non ha avuto proprio alcun sintomo – aggiunge -, mentre io, che sono vaccinata così come mio marito,
ho avuto un po’ di febbre un solo giorno. Massimiliano e la
piccola Anastasia sono invece risultati negativi al tampone,
nonostante qui dentro siamo sempre a contatto per via degli
spazi ristretti”. “Malgrado questa situazione – racconta ancora la donna – la
sera di San Silvestro non ci siamo comunque fatti mancare il
cenone a base di lenticchie di Castelluccio e zampone e un primo
di pesce”. “Siamo rinchiusi nella nostra Sae già dalla vigilia di Natale,
perché Samuel lo abbiamo scoperto positivo al Covid proprio il
24 dicembre a seguito di un tampone che ci era stato chiesto
dalla scuola, altrimenti non lo avremmo saputo probabilmente”,
dice ancora ancora Pamela. “Stare rinchiusi per tanti giorni in
questo spazio stretto della Sae con due bimbi piccoli non è
semplice – sottolinea la donna – ma secondo me è stata più dura
durante il primo lockdown e questa emergenza pandemica è stata
sicuramente peggiore del terremoto. Il sisma ha fatto crollare
le case e tutto il resto, ma ci permetteva di stare insieme e
farci forza gli uni con gli altri, il Covid ha distrutto il
senso di comunità, ci ha portato a isolarci”. “Cosa mi auguro dal 2022? Che sia un anno sereno. Ma intanto
spero che possiamo tornare quanto prima negativi rispetto al
virus e finalmente uscire all’aria aperta”, conclude Pamela.
(ANSA).

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