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Croazia, un anno dopo il devastante terremoto. Una ricostruzione che va a rilento

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Di Debora Gandini
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Croazia, un anno dopo il devastante terremoto. Una ricostruzione che va a rilento
Diritti d'autore  AP/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved.

Era il 29 dicembre del 2020 quando una forte scossa di terremoto di magnitudo 6,4 colpì la Croazia con epicentro a 44 chilometri a sud-est di Zagabria.

A un anno dal sisma, la cittadina di Petrinja, devastata dalle scosse, non dimentica i morti e i suoi feriti. Tra i ventimila sfollati, i più fortunati sono tornati nelle loro case di n nuovo agibili. In molti alloggiano in strutture di emergenza e in prefabbricati. Si cerca di ricostruire il futuro grazie agli aiuti della Caritas diocesana e dello Stato.

Secondo il governo e la Protezione Civile non basta ricostruire ciò che è stato distrutto, perché non basterà a questa regione, ha dichiarato il Vice Primo Ministro Boris Milošević. Bisogna puntare a ricostruire anche a costruire nuove infrastrutture migliori rispetto a quelle del passato.”

In visita nelle zone colpite dal terremoto anche il presidente Zoran Milanović che ha voluto rassicurare chi ancora vive nei container a Petrinja. In molte di queste abitazioni mancano spesso acqua ed elettricità. Non è il massimo ma come dice questa donna non c’è altra scelta.

La vita è difficile. C’è chi piange e chi cerca di guarda avanti. Grazie anche al lavoro dei volontari sono stati distribuiti doni per Natale, generi alimentari e medicine. Una situazione complicata anche per la pandemia.

L’opposizione tuona contro una totale mancanza di gestione del post terremoto. ”Possiamo capire che non è facile ma la ricostruzione stenta a decollare”, dice Nikola Grmoja, un deputato del parlamento croato. " E' una vergogna che a un anno dal terremoto non ci sia un sistema che funzioni veramente. È un'umiliazione vedere le persone doversi affidare completamente al lavoro dei volontari della Protezione civile, come se fossero stati abbandonati dal governo.”

Per queste persone sono le prime festività da quel tremendo sisma. Ora sperano in un futuro migliore, tra qualche addobbo e qualche lucina colorata tra edifici ancora semi-distrutti.