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Russia, la nostalgia dell'Urss che nasconde il malessere dell'era Putin

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Di Galina Polonskaya
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Russia, la nostalgia dell'Urss che nasconde il malessere dell'era Putin
Diritti d'autore  Alexander Zemlianichenko/AP Photo

Vladimir Krylov aveva solo un anno quando l'Unione Sovietica è caduta. Da studente si è interessato all'ideologia comunista e ha deciso di aderire al partito. Per lui il crollo dell'Urss è una cosa negativa.

"È caduto uno Stato stabile, che funzionava bene. Eravamo un grande Paese con un grosso potenziale ed enormi risorse. È stata una grande perdita".

Non è l'unico in Russia ad avere nostalgia di questo passato. Ne soffre soprattutto chi ha vissuto parte della sua vita sotto il regime comunista.

Un recente sondaggio del Centro Levada ha dimostrato che la maggioranza dei russi, circa il 63 percento, si rammarica del crollo dell'Urss.

Per il direttore del centro di analisi, Lev Gudkov, non si tratta solo di idealiazzazione del passato.

Certo le persone hanno dimenticato il debito pubblico, la povertà, la repressione... ma questa nostalgia è anche l'espressione di un malessere legato alla situazione attuale.
Lev Gudkov
direttore scientifico del Centro Levada

Secondo gli esperti questa nostalgia dipende dalla perdita dell'idea di appartenere a una grande potenza e a un sistema economico unificato.

La politica attuale della Russia glorifica il passato dell'Unione Sovietica, sottolineando quanto fossimo forti e potenti, al pari delle altre potenze mondiali. Queste idee vengono diffuse dai media che dominano nella Federazione.
Vyacheslav Bakhmin
gruppo Mosca Helsinki

Nelle altre Repubbliche Sovietiche il passato comunista è un tabù, per questo ne sono stati rimossi i simboli. Nella Federazione russa non è così. Le autorità dicono che il regime comunista fa parte della storia e il suo ricordo non deve essere rimosso

(traduzione e voce di Eloisa Covelli)