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Papa Bergoglio ad Atene: "culla di una democrazia minacciata dagli egoismi"

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Di Euronews  Agenzie:  ANSA
4 dicembre 2021: il Papa riceve un dono dall'Arcivescovo di Atene e leader della Chiesa ortodossa greca, Ieronymos II all'arcivescovado ortodosso di Atene, in Grecia,
4 dicembre 2021: il Papa riceve un dono dall'Arcivescovo di Atene e leader della Chiesa ortodossa greca, Ieronymos II all'arcivescovado ortodosso di Atene, in Grecia,   -   Diritti d'autore  Andreas Solaro/AP

Papa Francesco è arrivato in Grecia, secondo Paese visitato in questo suo 35esimo viaggio internazionale.

L'aereo del Pontefice, proveniente da Cipro, è atterrato  in mattinata all'aeroporto internazionale di Atene, dove Francesco è stato accolto dal ministro degli Esteri, Nikos Dendias, per poidirigersi al Palazzo presidenziale, dove ha incontrato la presidente della Repubblica greca, Ekaterini Sakellaropoulou epoi il primo ministro Kyriakos Mitsotakis, quindi le autorità e la società civile del Paese, cui rivolgerà il suo discorso.

Questi i punti principali del discorso di Francesco

Arretramento della democrazia

"Qui è nata la democrazia. La culla, millenni dopo, è diventata una casa, una grande casa di popoli democratici: mi riferisco all'Unione Europea e al sogno di pace e fraternità che rappresenta per tanti popoli". "Non si può, tuttavia, che constatare con preoccupazione come oggi, non solo nel Continente europeo, si registri un arretramento della democrazia". Essa "richiede la partecipazione e il coinvolgimento di tutti e dunque domanda fatica e pazienza. È complessa, mentre l'autoritarismo è sbrigativo e le facili rassicurazioni proposte dai populismi appaiono allettanti".

Democrazia esasperata

Perché "il bene sia davvero partecipato", un'attenzione prioritaria "va rivolta alle fasce più deboli", ha detto il Papa. "E' la direzione da seguire, che un padre fondatore dell'Europa (De Gasperi, ndr) indicò come antidoto alle polarizzazioni che animano la democrazia ma rischiano di esasperarla".

"Un cambio di passo in tal senso è necessario, mentre, amplificate dalla comunicazione virtuale, si diffondono ogni giorno paure e si elaborano teorie per contrapporsi agli altri". Si deve invece "passare dal parteggiare al partecipare; dall'impegnarsi solo a sostenere la propria parte al coinvolgersi per la promozione di tutti".

L'Ue lacerata dai nazionalismi

"La Comunità europea, lacerata da egoismi nazionalistici, anziché essere traino di solidarietà, alcune volte appare bloccata e scoordinata". Così il Papa. "Se un tempo i contrasti ideologici impedivano la costruzione di ponti tra l'est e l'ovest del continente - ha detto - oggi la questione migratoria ha aperto falle anche tra il sud e il nord. Vorrei esortare nuovamente a una visione d'insieme, comunitaria, di fronte alla questione migratoria e incoraggiare a rivolgere attenzione ai più bisognosi perché secondo le possibilità di ciascun Paese siano accolti, protetti, promossi e integrati nel pieno rispetto dei loro diritti umani".

La morte va accolta, non somministrata

"Va sempre privilegiato il diritto alla cura e alle cure per tutti, affinché i più deboli, in particolare gli anziani, non siano mai scartati: gli anziani non siano la parte privilegiata per la cultura dello scarto. La vita è infatti un diritto, non la morte, la quale va accolta, non somministrata".

Parlando della pandemia, Francesco l'ha definita "la grande avversità". "Ci ha fatti riscoprire fragili e bisognosi degli altri", ha sottolineato. "Anche in questo Paese è una sfida che comporta opportuni interventi da parte delle Autorità - penso alla necessità della campagna vaccinale - e non pochi sacrifici per i cittadini". "In mezzo a tanta fatica - ha continuato il Pontefice - si è però fatto strada un notevole senso di solidarietà, al quale la Chiesa cattolica locale è lieta di poter continuare a contribuire, nella convinzione che ciò costituisca l'eredità da non perdere con il lento placarsi della tempesta". "Sembrano scritte per oggi - ha osservato - alcune parole del giuramento di Ippocrate, come l'impegno a 'regolare il tenore di vita per il bene dei malati', ad 'astenersi dal recare danno e offesa' agli altri, a salvaguardare la vita in ogni momento, in particolare nel grembo materno".

Democrazia, antidoto a seduzioni autoritarie

"Vi esorto a far progredire questo Paese nell'apertura, nell'inclusione e nella giustizia. Da questa città, da questa culla di civiltà si è levato e sempre si levi un messaggio che orienti verso l'Alto e verso l'altro; che alle seduzioni dell'autoritarismo risponda con la democrazia; che all'indifferenza individualista opponga la cura dell'altro, del povero e del creato, cardini essenziali per un umanesimo rinnovato, di cui hanno bisogno i nostri tempi e la nostra Europa". Così papa Francesco ha concluso il suo discorso alle autorità e alla società civile della Grecia al Palazzo presidenziale di Atene.