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Afghanistan, le pressioni della diplomazia europea

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Di euronews
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Afghanistan, le pressioni della diplomazia europea
Diritti d'autore  AFP
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Comincia a definirsi più nel dettaglio la posizione diplomatica europea nei confronti del governo talebano dell'Afghanistan. Il ministro degli Esteri francese Le Drian, a Doha, non ha negato il disappunto del suo paese per la sostanziale mancanza di coerenza tra gli annunci del nuovo regime e le azioni conseguenti: "Le risposte che abbiamo ricevuto finora da Kabul non sono assolutamente all'altezza delle nostre aspettative. Pensavamo che le esigenze avrebbero potuto portare un governo inclusivo. Non è così. Ci sono state dichiarazioni, non ci sono ancora stati atti".

Intervenendo al Consiglio dei Diritti Umani dell'ONU, il ministro degli Esteri tedesco Maas ha fatto appello al nuovo esecutivo. "Chiediamo ai talebani di rispettare i diritti umani fondamentali, in particolare i diritti delle donne e delle minoranze. Questo sarà un punto di riferimento per noi e i nostri partner nel determinare il nostro futuro impegno con un nuovo governo afghano - anche per un possibile sviluppo"

Di iniziative contro i talebani, se venissero provate le uccisioni per rappresaglia, ha parlato Michelle Bachelet, Alta commissaria per i Diritti umani dell'ONU. "Le uccisioni per rappresaglia e altre violazioni dei diritti umani dovrebbero essere affrontate con responsabilità immediate, anche per gli individui che ordinano e dirigono tali attacchi"

La Bachelet ha citato "credibili accuse di rappresaglie e di limitazione delle libertà delle donne", e ha criticato i taleban per l'incoerenza tra dichiarazioni ed azioni concrete.