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Migranti: festival 'The Walk' 10 settembre fa tappa a Roma

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Di ANSA
Burattino raffigurante bimba profuga sarà accolto a San Pietro
Burattino raffigurante bimba profuga sarà accolto a San Pietro

(ANSA) – ROMA, 06 SET – Fa tappa a Roma The Walk, festival
itinerante che partirà da Gaziantep, vicino al confine
turco-siriano, e arriverà a Manchester, nel Regno Unito. A
guidarlo c‘è la piccola Amal: un burattino alto 3,5 metri che
raffigura una giovane rifugiata di circa 9 anni, e che
rappresenta idealmente tutti i bambini sfollati, molti dei quali
separati dai loro genitori. Percorrerà oltre 8.000 km in cerca
della sua famiglia per incarnare il monito: “Non dimenticatevi
di noi”. Venerdì 10 settembre, alle ore 10.30, si fermerà in
piazza San Pietro, nei pressi del monumento Angels Unawares, la
scultura in bronzo di Timothy Schmalz che raffigura un gruppo di
migranti, all’interno del colonnato del Bernini. Ad accogliere
Amal saranno il cardinale Michael Czerny, sotto-segretario della
Sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per il Servizio dello
Sviluppo Umano Integrale, e monsignor Benoni Ambarus, vescovo
ausiliare delegato per la Carità, per i Migranti e per la
pastorale dei Rom e dei Sinti. La diocesi di Roma, per
l’occasione, organizza una festa a cui parteciperanno i bambini
di diverse parrocchie romane. Ci sarà anche la testimonianza di
un minore rifugiato ospitato in una struttura della Caritas di
Roma. “Amal – dichiara il cardinale Czerny – ci ricorda che
incontrare i migranti vulnerabili, i lavoratori precari e i
richiedenti asilo in mezzo a noi richiede più di un semplice
sguardo. Ognuno di loro, con il proprio bagaglio di sofferenze e
sogni, bisogni e talenti, sta aspettando che noi apriamo le
nostre orecchie, le nostre menti e i nostri cuori così come i
nostri occhi e che tendiamo le nostre mani”. “La Chiesa di Roma
sollecita l’attenzione di tutti sul dramma delle separazioni
familiari – sottolinea l’arcivescovo Gianpiero Palmieri,
vicegerente della diocesi di Roma – e invita a considerarlo
prioritario quando si parla di migrazioni e accoglienza. Proprio
in questi ultimi giorni stiamo assistendo alla tragedia degli
afgani che stanno lasciando il loro Paese, e dei molti minori
affidati dai genitori ai soldati stranieri pur di metterli in
salvo”. (ANSA).

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