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Afghanistan, talebani in cerca di alleanze. Un Paese diviso tra diffidenza e voglia di stabilità

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Di Debora Gandini
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Afghanistan, talebani in cerca di alleanze. Un Paese diviso tra diffidenza e voglia di stabilità
Diritti d'autore  Kathy Gannon/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved.
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A Kabul c’è chi guarda con apprensione alla formazione del nuovo governo dei talebani e chi ha lo sguardo rivolto all’aeroporto internazionale. Lo scalo resta l’unica via di fuga da un paese che si appresta a diventare Emirato islamico.

I fondamentalisti al potere cercano appoggio e chiedono di aprire negoziati con i governi di mezzo mondo. Il Qatar continuerà a ospitare le ambasciate occidentali. Alla Turchia, invece, il compito di dialogare con i talebani sul campo occupandosi, allo stesso tempo, di mantenere aperto e sicuro lo scalo. Anche se le condizioni ora sono cambiate, fa sapere il Ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu. Sono state avanzate richieste da parte dei talebani e di alcuni altri paesi di cooperare Ankara.

Qatar, Turchia e Gran Bretagna. I colloqui con i talebani

Intanto da Londra arriva la conferma che il Regno Unito è pronto al dialogo pur non riconoscendo nell’immediato il governo dei ribelli mentre nella capitale afghana si discute con una squadra di tecnici del Qatar sulla ripresa delle operazioni nello scalo.

Un segno di apertura. Ma solo se i fondamentalisti dimostreranno di voler impegnarsi per una maggiore sicurezza nel paese e assicurare libertà di movimento al popolo afghano. Doha è pronta a impegnarsi con la Turchia a fornire assistenza su questo fronte, ha assicurato il ministro degli esteri del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman al-Thani.

Nel mezzo dei colloqui tra le diplomazie, il portavoce dei talebani Zabihullah Mujahid, ha fatto sapere che il nuovo governo sarà senza alcun dubbio un governo islamico, formato da soli uomini, sperando che le discussioni e le consultazioni sulla formazione dell'esecutivo portino a una buona conclusione.

Il governo che i talebani stanno elaborando per l'Afghanistan ha come modello quello della Repubblica islamica dell'Iran. Secondo la Cnn, Hibatullah Akhundzada sarà riconosciuto come il leader supremo dell'Afghanistan. Autorità religiosa alla quale viene riconosciuta la più alta carica del Paese, Akhundzada avrà quindi il potere di decidere la linea politica, annullare le leggi e anche rimuovere il presidente.

La protesta delle donne a Herat e la resistenza nel

Gli occhi restano puntati sulle questioni come i diritti civili e la libertà delle donne. In molti non credono nelle promesse dei talebani. Come un gruppo di afghane, una cinquantina, che si sono date per ottenere il diritto al lavoro e la partecipazione nel nuovo governo del Paese. "È nostro diritto avere istruzione, lavoro e sicurezza", hanno cantato tutte insieme le manifestanti: "Non abbiamo paura, siamo unite". Una delle organizzatrici della protesta, Basira Taheri, ha chiesto che i talebani includano le donne nel nuovo esecutivo.

Regione dopo regione, i talebani hanno ormai assunto il pieno controllo anche dei posti di confine con il Pakistan. Gruppi armati effettuano ogni giorno controlli a camion e auto. Resiste ancora la valle del Panshir, unica provincia rimasta libera. Miliziani anti-islamisti e le Forze di resistenza nazionali, il gruppo fedele ad Ahmad Massoud combattono e si difendono dall’assalto dei ribelli.

Risorse addizionali per questo articolo • ANSA