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A Kiev il vertice sulla Crimea, Zelensky: "la comunità internazionale ci aiuti"

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Di Antonio Michele Storto
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A Kiev il vertice sulla Crimea, Zelensky: "la comunità internazionale ci aiuti"
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I capi di stato o di governo e i ministri degli esteri di 40 paesi - tra i quali gli Stati Uniti e tutti i paesi dell'Unione Europea, oltre ad Australia, Giappone, Turchia e Nuova Zelanda - sono a Kiev per il meeting della Piattaforma Crimea, un vertice che mira a far pressione sulla Russia affinché ponga fine alla sua occupazione del paese.

La riunione si tiene alla vigilia del 30° anniversario dell'indipendenza dell'Ucraina, il cui presidente Volodmir Zelensky ha sottolineato l'importanza di un maggior coinvolgimento della comunità internazionale.

"Siamo consapevoli - ha detto Zelensky - del fatto che essendo soli, il nostro paese indipendente Ucraina, non sarà mai in grado di riavere la Crimea. Abbiamo bisogno di un sostegno efficace a livello internazionale, e il sostegno al nuovo livello della de-occupazione della penisola di Crimea. Oggi abbiamo bisogno di ulteriori passi efficaci per liberare la Crimea. I nostri sforzi congiunti potrebbero eliminare l'aggressione armata".

I colloqui con Mosca sull'Afghanistan

Dei 40 paesi presenti, 13 sono rappresentati da capi di Stato o di governo e altri 17 da ministri o vice ministri degli Esteri.

"La Crimea appartiene all'Ucraina" ha detto, inapertura del vertice, il presidente della Polonia Andrzej Duda, aggiungendo che tutti i paesi coinvolti devono agire insieme per porre fine all'"annessione illegale".

Qualche tensione, sottotraccia, sembra sia nata dal fatto che Francia, Germania e Italia hanno "declassato" le rispettive rappresentanze, inviando i ministri degli esteri anziché i capi di governo, proprio nel mezzo di colloqui con la Russia circa il sostegno di Mosca in una potenziale crisi dei rifugiati afghani.

"Indipendenza significa sovranità" ha detto il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel. "Significa integrità territoriale all'interno di confini riconosciuti a livello internazionale. E sono qui per riaffermare la posizione incrollabile dell'Unione: non riconosciamo e non riconosceremo l'annessione illegale della Crimea e di Sebastopoli da parte della Russia. Continueremo ad applicare con fermezza la nostra politica di non riconoscimento e ci opporremo a qualsiasi violazione del diritto internazionale".

La reazione del Cremlino

il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, ha dichiarato che Mosca considera il summit come un atto ostile verso la Russia, secondo la quale l'annessione sarebbe convalidata dai risultati del referendum e avvenuto in Crimea nel 2014 - mai riconosciuto dall'Osce e da gran parte della comunità internazionale - nel quale il 95% dei votanti si sarebbe espressa a favore dell'indipendenza dall'Ucraina e dell'annessione alla Russia.

"Valutiamo questo evento come estremamente ostile nei confronti del nostro paese", ha commentato il portavoce di Putin, secondo l'agenzia Interfax.

La Russia insiste che la Crimea sia "riunita" alla Russia continentale dopo un referendum nel marzo in cui la maggioranza "ha chiesto" che ciò avvenisse.

I paesi dell'ex "blocco occidentale" hanno unilateralmente indicato che non avrebbero riconosciuto il referendum, citando violazioni avvenute dura voto e una presenza di uomini armati riconducibili, secondo l'Osce, alla Russia, una circostanza fermamente negata da Mosca, dove però la "riunificazione" è regolarmente celebrata con grandiosi festeggiamenti