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Vaccini: terze dosi al via in Israele, la Germania partirà a settembre

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Di Euronews Agenzie:  ANSA
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Vaccini: terze dosi al via in Israele, la Germania partirà a settembre
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In Germania, il ministro della salute, Jens Spahn, rende noto che, a far data da settembre, partirà la somministrazione delle terze dosi di vaccino anti-Covid per le fasce di popolazione particolarmente vulnerabili.

Coloro che sono stati vaccinati con AstraZeneca o Johnson & Johnson riceveranno il richiamo con dose di Pfizer o Moderna.

Israele è il primo Paese al mondo che ha già iniziato la somministrazione della terza dose: a riceverla in primis saranno gli over 60 che hanno subito l'ultima inoculazione non meno di cinque mesi fa.

Obiettivo è quello di frenare la diffusione della variante Delta, altamente trasmissibile.

Oltre l'80% delle persone di età pari o superiore a 16 anni ha ricevuto due dosi di vaccino.

Invece, in Polonia il governo ha bollato come "un atto di terrore" l'incendio (di natura dolosa) appiccato contro un centro di vaccinazione nel villaggio di Zamość, zona sudorientale del Paese.

"Si tratta di un atto di terrore - dice Adam Niedzielski, ministro della Salute polacco - diretto non solo a coloro che lavorano qui o nell'ambito sanitario locale, ma è un atto di terrore contro lo Stato".

Non sono mancate neppure qui manifestazioni anti-vaccinazione: è di qualche giorno la notizia che un gruppo di persone ha aggredito verbalmente i lavoratori in un punto vaccinale nella città di Gdynia, definendoli "assassini".

Aumenti in vista

Il Financial Times conferma che Pfizer e Moderna alzano il tiro. I due colossi farmaceutici chiedono prezzi più alti per fornire alla Unione europea le dosi di vaccino anti-covid che corrispondo a 2 miliardi e 100 mila dosi da qui al 2023.

I nuovi contrati siglati con Bruxelles sono stati rinegoziati dopo che i test di fase tre hanno evidenziato che i vaccini a mRNA hanno una maggiore efficacia rispetto ai sieri più economici sviluppati da Oxford-AstraZeneca e Johnson&Johnson.

Il nuovo prezzo per i vaccini Pfizer si attesterebbe a 19,50 euro contro i 15,50 delle precedenti forniture mentre quello di Moderna sale invece a 25,50 dollari a dose, sopra i 22,60 dollari del precedente accordo, ma meno dei 28,50 inizialmente previsti.

L’amministratore delegato di Pfizer Albert Bourla ha spiegato che i prezzi dei vaccini per i Paesi ad alto reddito sono "paragonabili", mentre per i paesi a reddito medio e basso sono decisamente inferiori. Secondo indiscrezioni che arrivano da Londra, Moderna invece si è rivelata "arrogante" nelle trattative con Bruxelles e nei rapporti con i governi.

Intanto Pfizer ha già stimato nell'ultima trimestrale del periodo aprile-giugno un rialzo del 30% dei ricavi dal vaccino, pari a 33,5 miliardi di dollari nel 2021, in deciso aumento rispetto ai 26 miliardi attesi solo in maggio. Solo nel secondo trimestre il vaccino ha generato per Pfizer 7,8 miliardi di dollari. Stesso discorso e guadagni alle stelle anche per Moderna. Secondo gli analisti il ricavo sarà pari a circa 30 miliardi di dollari.

L’Europa alle prese con una nuova ondata di contagi, dovuta alla variante Delta, e messa di fronte all’ipotesi di dover ricorrere a una terza dose, come fatto da Israele che ha iniziato a rivaccinare gli over 60, rischia di rifare tutti i conti.