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Caso Pegasus: il ministro israeliano della Difesa in visita a Parigi

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Di Eloisa Covelli Agenzie:  Afp
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Caso Pegasus: il ministro israeliano della Difesa in visita a Parigi
Diritti d'autore  LUDOVIC MARIN/AFP or licensors
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Il ministro della Difesa israeliana, Benny Gantz, è in visita a Parigi per incontrare la sua omologa Florence Parly. Al centro del bilaterale il caso Pegasus, il software israeliano grazie al quale migliaia di politici, attivisti e giornalisti sono stati spiati, tra questi anche il presidente francese Macron.

Il tweet dall'aereo, in cui annuncia l'incontro con Parly

"La ministra della Difesa approfitterà di quest'incontro previsto da lunga data per sapere se il governo israeliano era a conoscenza delle attività dei clienti della NSO (che produce Pegasus, ndr) e quali dispositivi sono stati applicati, o verranno applicati in futuro, per prevenire il cattivo uso di questi mezzi invasivi" fa sapere l'entourage di Florence Parly.

Pegasus è un software che consente di infiltrarsi nei sistemi informatici ed è considerato un prodotto di cybersecurity invasivo e quindi deve avere il lasciapassare dell'Agenzia di controllo delle esportazioni militari (DECA), che dipende il ministero della Difesa israeliana, per essere venduto all'estero, come avviene per le armi.

Come si è venuti a sapere di Pegasus

Le organizzazioni Forbidden Stories e Amnesty International hanno ottenuto una lista di 50mila numeri di telefono, selzionati dai clienti della NSO dal 2016 per essere potenzialmente sorvegliati e li hanno condivisi con un consorzio di 17 media che hanno rivelato la sua esistenza.

Pegasus ha consentito di spiare almeno 180 giornalisti, 85 attivisti di diritti umani, 14 capi di Stato, tra cui appunto il presidente francese Macron.

Accusata di fare il gioco dei regimi autoritari, la società NSO assicura che il software è nato per ottenere informazioni sulle rete di criminali.

Il parlamento israeliano ha messo in piedi una commissione d'inchiesta.