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Lo slalom pandemico del festival estivo - a Sansepolcro spettacoli e convegni al Kilowatt

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Di euronews
A + A - Storia di una prima volta
A + A - Storia di una prima volta   -   Diritti d'autore  Kilowatt
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Potrebbe essere l'ultimo festival senza Green Pass, quello che si tiene in questi giorni a Sansepolcro: una settimana intensa e come sempre altamente innovativa, proprio perché il Kilowatt festival è frutto di una lunga e vasta collaborazione trans-europea, fatta di festival, progetti, incontri, dibattiti, residenze.

Sicché fino al 24 luglio si alternano sui vari palchi sansepolcrini ben 60 eventi di treatro, musica e danza, di cui quasi una ventina di prime o anteprime.

200 gli artisti coinvolti, dieci spettacoli in provenienza da Austria, Belgio, Estonia, Francia, Germania, Irlanda, Olanda.

Elisa Nocentini/Elisa Nocentini
Fr5ancesco Marilungo - Party girlElisa Nocentini/Elisa Nocentini

E si tratta, anche, di un cartellone partecipativo: 67 cittadini della valtiberina, i "Visionari", hanno selezionato nove degli spettacoli presentati.

Un'organizzazione complessa e molto proiettata all'internazionale e alla sperimentazione: tutte cose che con la pandemia non vanno a nozze (fatta salva la capacità degli artisti di trarre ispirazione anche dalle tragedie). Non a caso il titolo scelto quest'anno per il festival è "Questa fervida pazienza".

"Come e più di sempre questa edizione entra con decisione sui nodi sociali del nostro tempo: dalla riflessione sulla parità di genere all'immaginario coloniale proiettato sulle minoranze, dal conflitto tra le differenti possibilità a disposizione delle diverse generazioni, alle forme di tutela della salute pubblica e individuale, fino ad arrivare al ricordo di due anniversari storici, uno ventennale, l'altro trentennale, che sono stati eventi separatori nella memoria collettiva del nostro Paese. Come sempre, tutto questo è decisamente orientato verso le estetiche e i linguaggi del contemporaneo, che senza essere escludenti o autoriferiti, vogliamo invece che si aprano a un possibile e necessario dialogo tra diversi", hanno spiegato Lucia Franchi e Luca Ricci, da sempre a capo dell’Associazione CapoTrave/Kilowatt.

yann Peucat/yann Peucat
Linda Hayford - Processingyann Peucat/yann Peucat

I "nodi sociali del nostro tempo": capita allora che durante il Festival ricorrano (domani, 20 luglio) i vent'anni dal G8 di Genova, e che esattamente nel giorno e nell’ora della morte di Carlo Giuliani vada in scena GiOtto – studio per una tragedia, di e con Giuseppe Provinzano: il racconto dei fatti del G8 di Genova del 2001 prende la forma della tragedia classica.

Sempre domani va in scena A + A – Storia di una prima volta, di Giuliano Scarpinato – già vincitore del Premio Scenario Infanzia con lo spettacolo Fa’afafine – che con grazia e poesia, affronta i primi accidentati passi di due adolescenti nel mondo del sesso. In scena Beatrice Casiroli ed Emanuele del Castillo.

Parleremo più avanti dell'interessante "Atlante linguistico della pangea", spettacolo che indaga la biodiversità linguistica e culturale, fino all'incomunicabilità - tema particolarmente caldo in un'epoca di trionfo digitale, in cui il verbale perde la normale compensazione comunicativa data dal linguaggio del corpo. Sarà in scena il 23 luglio.

Trovate qui il programma completo del festival, che è però fatto anche da un certo numero di convegni, il primo dei quali è stato "Beyond the pandemic: the new concept of participation" ("oltre la pandemia: la nuova idea di partecipazione").

Si è svolto in Inglese, nel quadro di "Be SpectActive!", il progetto europeo di cui Kilowatt è capofila, oltre che capostipite.

Vi proponiamo qui la sintesi, fatta di parole-chiave, che ci ha proposto Giuliana Ciancio, project manager di "Be SpectActive" (che è uno dei progetti europei maggiormente finanziati dall'UE).

In Inglese.

Giuliana Ciancio

Perché proprio ora, quanto e più di prima, la partecipazione attiva del pubblico torna a essere centrale nelle logiche di produzione culturale e che tipo di impatto sociale produce? Come la partecipazione si collega all’idea stessa di democrazia?

Quanto e come – anche in relazione alla centralità assunta dal digitale – la partecipazione si collega ai temi dell’equità e delle uguali possibilità di accesso? Che tipo di ruolo acquisiscono le istituzioni culturali nella società contemporanea, sia come forma di recovery per i cittadini in questa fase di ripartenza, sia come luoghi di sviluppo dell’attivismo civico?

Lunghissimo l'elenco dei partecipanti:

Zuzana Bednarčiková (Tanec Praha CZ), Lluis Bonet Agusti, Giada Calvano (Universitat de Barcelona ES), Alessandro Carboni (Formati Sensibili), Luisella Carnelli, Elettra Zuliani (Fondazione Fitzcarraldo), Eliza Ceprazaru, Vicentiu Rahău (Teatrul National Radu Stanca Sibiu RO), Giuliana Ciancio (Be SpectACTive!), Annalisa Cicerchia (Università di Roma Tor Vergata), Francesca Comisso, Luisa Perlo (a.titolo Torino), Sandrine Courouble, Camille Daloz, Bastien Molines, Angèle Picgirard (Occitanie en Scène F), Zvonimir Dobrovic, Nina Maštruko (Domino HR), Bas Ernst, Dewi van de Weerd (Embassy of the Netherlands in Italy), Sónia Fernandes, Marta Martins, Cláudia Matos, Mara Neves, Susana Pires, João Proença (Artemrede PT), Pietro Gaglianò (Scripta Festival), Stefan Kaegi (Rimini Protokoll D), Cristian Londoño (Café de las Artes Santander ES), Bojan Milosavljevic, Zmaija Popovic (SKC Novi Sad RS), Chiara Organtini (Reshape), Pierluigi Sacco (Università IULM Milano), Georg Schnetzer (Österreichisches Kulturforum Roma), Anna Šimončičová, Miro Zwiefelhofer (Divadelná Nitra Festival SK), Katja Somrak, Lana Srebot (Plesni Teater Ljubljana SI), Tiina Sööt (Sööt/Zeyringer), Julia Sterner (Université de Montpellier F), Famke Struyve (Buda Kunstencentrum Kortrijk BE), Sandrine Teixido (Université de Toulouse), Barbara Tosti (Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze), Willie White (Dublin Theatre Festival IE), Eva Wolfesberger (Brut Wien AT).