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Vaccini: ex sindacalista in sciopero fame a nome dei fragili

Il sardo Ignazio Cordeddu, "noi vittime impotenti"
Il sardo Ignazio Cordeddu, "noi vittime impotenti"
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(ANSA) – CAGLIARI, 19 APR – “Non mangio da ieri e salvo
novità tra una settimana smetterò di bere, do voce ai malati
fragili che come me attendono il vaccino, vittime impotenti di
una situazione vergognosa”. È il grido di battaglia contro la
sanità sarda partito da Selargius, comune della Città
metropolitana di Cagliari. Protagonista Ignazio Cordeddu, ex
sindacalista, pensionato, 67 anni: dopo una lunga trafila tra
telefonate e rimpalli che l’hanno prostrato, rispolvera ora lo
spirito dei tempi dell’attività sindacale, durante la quale è
stato anche segretario generale della Uilcem Sardegna. “Do visibilità a una vicenda che non riguarda solo me -
spiega all’ANSA – ma tantissimi sardi che non possono farsi
sentire e pretendono giustizia: implorano di essere vaccinate
mentre tutti passano davanti”. Ignazio Cordeddu non deambula, due ictus l’hanno limitato nel
fisico ma non hanno scalfito le energie. “Vivo in una condizione
sostanzialmente protetta – racconta – esco solo accompagnato,
per le continue visite mediche”. Teme per sé, “perché mi
dispiacerebbe lasciare questo mondo in modo così indegno”,
confessa con voce provata ma ferma. “Faccio lo sciopero della
fame perché questa situazione è intollerabile – insiste – penso
soprattutto ai tanti che, pur essendo fragili, devono lavorare
senza essere vaccinati, esposti a ogni rischio”. Prima di passare ai fatti le ha tentate tutte. “Dal medico di
base alla farmacia in cui faccio la spesa settimanale, dagli
specialisti che mi curano agli ospedali in cui sono stato
ricoverato, sino all’azienda sanitaria in tutte le sue
declinazioni: per due mesi – denuncia – mi sono sentito dire
solo di avere pazienza, che mi chiameranno”. Abbastanza per
indurlo a una protesta clamorosa. “Vogliamo risposte, siamo
pronti a una class action, qualcuno – avverte – dovrà pagare”.
(ANSA).

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