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Cc ucciso: pm, ergastolo non è un trofeo da esibire

"E' giusta risposta a fatto di tale gravità". Sentenza a maggio
"E' giusta risposta a fatto di tale gravità". Sentenza a maggio
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(ANSA) – ROMA, 26 APR – “L’ergastolo che ho chiesto per i due
imputati, non è un trofeo da esibire, come è stato detto dalle
difese. Non c‘è un trofeo per nessuno. In questa sede non vince
e non si perde perché di fronte a eventi tragici come questi
avrei preferito che nulla di quanto è stato ricostruito in aula
fosse veramente accaduto”. E’ quanto affermato dal pm Maria
Sabina Calabretta nel corso delle sue repliche nel processo per
l’omicidio del vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello
Rega avvenuto a Roma nel luglio del 2019. Nel procedimento, che
arriverà a sentenza nel prossimo mese di maggio, sono imputati
per concorso in omicidio volontario gli americani Gabriele
Natale Hjorth e Finnegan Lee Elder.
“Di fronte a una vicenda come questa – ha aggiunto – con quel
carico di sofferenza umana che ha provocato il mio compito è
stato solo quello di ricostruire i fatti per come si sono
svolti. La condanna all’ergastolo sarebbe solo la giusta
risposta a un fatto di tale gravità”. Per il pubblico ministero
“l’omicidio di Cerciello si è consumato in meno di 30 secondi in
cui è stata tolta brutalmente la vita ad un uomo. Andrea
Varriale (compagno di pattuglia di Cerciello quella notte ndr)
è per me attendibile, la tesi della difesa secondo cui Varriale
ha detto solo bugie e menzogne non ha fondamento. Natale ha
avuto un ruolo egemonico in questa vicenda, ha attivato Elder:
c‘è un dolo pieno di concorso in omicidio, Elder e Natale
andarono all’incontro con mezzi idonei ad uccidere”, ha concluso
il pm. (ANSA).

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