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Chernobyl, terra nera e "maledetta"

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abandoned soviet buildings Diritti d'autore AP Photo
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Di Sergio Cantone
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Chernobyl, terra nera e "maledetta". Alla scoperta della storia di una regione ad alta intensità drammatica. Intervista con Francesco Cataluccio, scrittore e studioso di Europa Centrale e lingua e cultura Polacche

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La maledizione scorre alla confluenza tra i fiumi Dnieper (Dnipro in ucraino) e Pryp'jat. Ucraina nord-orientale. I confini con la Bielorussia, con la Polonia e con la Russia non sono distanti. È la regione di Chernobyl o Chornobyl (sempre in lingua ucraina).

Malgrado il marchio fluorescente da catastrofe ecologica ormai mitica, il luogo sorprende per la sua bellezza: fiumi, boschi, acquitrini e animali selvatici. Eppure la contaminazione è ancora alta.

A 35 anni dal disastro atomico che terrorizzò l'Europa, e compromise le già deboli strutture sovietiche, è tempo di scoprire cosa c'era prima che la centrale nucleare venisse costruita.

La risposta è: non c'era nulla. O meglio, non c'era più nulla. Perché in quella regione di drammi ne sono accaduti moltissimi, anche secoli prima che venisse scoperta la radioattività.

E vi fu un tempo in cui quella regione altamente simbolica era un crocevia di fermenti commerciali, militari e religiosi, tra pogrom dei cosacchi, rastrellamenti degli Einsatzkommando delle SS, e ispirazioni bibliche dei rabbini degli shtetl.

Le foreste della Polissya hanno fatto da culla alle culture slava ed ebraica.

Ne abbiamo parlato con Francesco Cataluccio, scrittore, studioso di lingua, cultura polacche e dell'Europa Centrale. Cataluccio è autore del saggio e reportage "Chernobyl". 

Quel 26 Aprile del 1986 il professor Cataluccio era a Varsavia per i suoi studi universitari. Da lì a tre anni sarebbe caduta la Cortina di Ferro. Le informazioni dell'incidente nucleare vennero maldestramente censurate.

Incuriosito da quel luogo fino ad allora sconosciuto cercò antiche fonti e scoprì che si trattava di uno di quei posti sui quali la storia ama sfogare la propria ira lasciando ciclicamente spazio alla natura, e scacciando gli umani.

Ne potrete ascoltare l'intervista nel video presente nella pagina.

Ultimo atto della storia in marcia da queste parti, solo qualche settimana fa: il governo di Kiev ha sbullontato una delle ultime statue di Lenin ormai dimenticata nella città di Chernobyl.

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