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Brasile: si rischia la catastrofe umanitaria. Servono più vaccini

Di Debora Gandini
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Una situazione tragica. Gli ospedali in Brasile sono al collasso. A preoccupare non è solo l’aumento dei positivi al Covid-19 e dei morti ma soprattutto l’allentamento delle restrizioni nello stato di San Paolo. Sono oltre 73mila i nuovi contagi e 3.560 le vittime.

Nella regione è stato prorogato lo stato di emergenza per alleviare la pressione sul sistema sanitario statale. Alla fine di marzo un ospedale da campo a Ribeirao Pires funzionava a pieno regime, poi i posti letto sono stati quasi tutti occupati.

Il governatore João Doria in un tweet ha fatto sapere di aver inviato richieste di aiuto al Ministero della Salute già a inizio dello scorso mese. C’è bisogno di medicinali e di sedativi per i pazienti che devono essere intubati. Ma fino ad ora non è arrivato nulla. C’è chi parla di una vera ecatombe. Nei cimiteri le bare sono messe in fila una accanto all’altra in attesa di una degna sepoltura. Gli operatori lavorano 24 ore su 24.

Papa Francesco: “Il COVID non è il solo virus”

Un messaggio di solidarietà è arrivato intanto da Papa Francesco. Il Santo Padre ha espresso la sua vicinanza alle migliaia di famiglie che piangono la perdita dei loro cari. “Giovani, anziani, medici, volontari ricchi e poveri. La pandemia - ha detto il Pontefice - non sta risparmiando nessuno. La lotta al Covid deve essere però anche una lotta contro un altro virus quello dell’indifferenza. A livello istituzionale e governativo, la Chiesa cattolica brasiliana, secondo Papa Francesco deve aiutare chi ha più bisogno". Francesco ha chiesto ai vescovi di restare uniti in questo momento, perché “il popolo che soffre è uno solo”. Dunque, i vescovi sono chiamati ad essere “strumento di riconciliazione, strumento di unità”, e questa è la missione della Chiesa del Brasile, oggi più che mai”.

Servono più vaccini per uscire dall'emergenza

In un video pubblicato in rete il sindaco di Rio de Janeiro, Eduardo Paes, risultato positivo, ha fatto sapere di sentirsi meglio nonostante i sintomi "influenzali", praticamente quasi asintomatico. Ma la guardia non deve essere mai abbassata.

Secondo i media locali la gestione caotica della crisi di Covid-19, da parte delle autorità brasiliane, ha fatto sprofondare il Paese in una catastrofe umanitaria. Sotto accusa il presidente Jair Bolsonaro che ora ammette che il Paese è una polveriera. Secondo gli ultimi dati ufficiali, il Brasile registra 13.746.681 contagi e 365.444 morti dall'inizio della pandemia.

L’unica via d’uscita resta la campagna vaccinale. L'ambasciatore brasiliano presso l'Unione europea ha chiesto che vengano inviate dosi maggiori nell'ambito del protocollo COVAX. Senza vaccini il Brasile rischia di esplodere.