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Brasile: manca l'ossigeno a Manaus. Ospedali dello Stato di Amazonas al collasso

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Un operatore sanitario di fronte a una stazione di rifornimento di ossigeno vuota, l'unica dell'ospedale Joventina Dias di Manaus, Brasile
Un operatore sanitario di fronte a una stazione di rifornimento di ossigeno vuota, l'unica dell'ospedale Joventina Dias di Manaus, Brasile   -   Diritti d'autore  AP Photo/Edmar Barros
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Manca l'ossigeno a Manaus, capitale dello Stato brasiliano di Amazonas e una delle città più colpite dalla pandemia, dove i medici sono costretti anche a usare la ventilazione manuale per i pazienti Covid.

"Siamo nel momento più critico della pandemia", ha detto il governatore dello Stato, Wilson Lima. "La nostra regione produce grandi quantità di ossigeno grazie alla foresta amazzonica, ma oggi è la nostra popolazione che ha bisogno di ossigeno e di solidarietà".

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Un famigliare di un paziente Covid ricoverato aspetta in fila nella speranza di riempire le bombole di ossigeno vuote, fuori dall'azienda Nitron da Amazonia, a ManausAP Photo/Edmar Barros

L'ossigeno è finito negli ospedali, i pazienti agonizzano e i dottori non sanno più cosa fare per salvarli. I parenti si ritrovano quindi a fare lunghe code, per riempire bombole di ossigeno e portarle poi in ospedale, dove si trova il loro famigliare che sta lottando per sopravvivere.

Venerdì un aereo dell'aviazione militare ha traportato ulteriori nove bombole di ossigeno verso gli ospedali di Amazonas, che si aggiungono alle oltre 400 consegnate negli ultimi cinque giorni. Ma che non sono state comunque sufficienti.

Molti pazienti trasferiti in Stati meno colpiti

In Amazonas il tasso di mortalità per Covid è di 143 su 100.000 persone, molto più alto della media nazionale, che è di 98 su 100.000. Solo gli Stati di Rio de Janeiro e la capitale federale Brasilia lo superano (rispettivamente con 159 e 146 su 100.000).

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Le spoglie di una vittima del Covid-19 arrivano al cimitero di Nossa Senhora Aparecida, a ManausAP Photo/Edmar Barros

Le autorità hanno deciso di trasferire alcuni dei pazienti più gravi in altre strutture del Paese sudamericano, dove la situazione è meno critica.

Una situazione definita "terribile" dal presidente Jair Bolsonaro, che ha inviato due aerei per il trasferimento di 230 pazienti. Il controverso Capo di Stato, duramente criticato per non aver reagito prontamente alla crisi sanitaria, ha ammesso il problema, ma ha negato ogni responsabilità da parte della sua amministrazione. "Facciamo sempre quello che dobbiamo fare", ha detto Bolsonaro. "Il problema a Manaus è terribile, ma noi abbiamo fatto la nostra parte".

Nel tentativo di limitare il numero di contaminazioni e ricoveri, il Paese ha imposto nuove restrizioni: nello Stato di Amazonas vige ora il comprifuoco notturno, dalle 19 alle 6 del mattino.

La variante brasiliana preoccupa

Manaus è stata duramente colpita dall'epidemia anche durante la prima ondata. Secondo uno studio pubblicato a settembre sul sito medRxiv, infatti, il 66% della popolazione della città settentrionale aveva già contratto il Covid-19 lo scorso giugno. Secondo la rivista scientifica Science, la soglia del 76% è stata addirittura raggiunta in autunno. Una speranza per lo sviluppo dell'immunità di gregge, che però non ha impedito al numero di contaminazioni di esplodere nuovamente a inizio anno.

Ciò che si teme è che la causa sia da cercare nella nuova variante brasiliana, che si sarebbe sviluppata proprio a Manaus e che è stata isolata il 6 gennaio dall’Istituto nazionale giapponese per le malattie infettive (NIID). Si chiama B.1.1.248 e nasce da 12 mutazioni concentrate sulla proteina Spike del coronavirus.

La preoccupazione nasce dal fatto che una di queste mutazioni, la E484K, mostrerebbe una riduzione di 10 volte della neutralizzazione da parte di vari anticorpi rispetto al virus comune. Il che metterebbe in pericolo l'efficacia dei vaccini in via di somministrazione.