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"Disperato e pieno di debiti" parla l'ufficiale italiano arrestato per spionaggio

Di Antonio Michele Storto
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La sede all'ambasciata russa a Roma
La sede all'ambasciata russa a Roma   -   Diritti d'autore  Alessandra Tarantino/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved
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Avrebbe agito con "un'accuratezza e una risolutezza che mettono in luce un notevole spessore criminale e un'assoluta mancanza di scrupoli nel tradire l'istituzione a cui aveva giurato fedeltà".

Così scrive il Giudice per le indagini preliminari di Roma, nell'ordinanza a carico di Walter Biot, l'ufficiale della marina militare arrestato per spionaggio con l'accusa di aver venduto almeno 180 documenti riservati a un omologo russo.

"Pieno di debiti"

Davanti al Gip, il Capitano di fregata - che ora si trova nel carcere di Regina Coeli - si è avvalso della facoltà di non rispondere, rendendo però alcune dichiarazioni spontanee: "ero disperato, pieno di debiti e con una figlia malata" avrebbe detto.

Nell'ordinanza il giudice ha evidenziato tra le alte cose, le precauzioni prese da Biot, come l'inserimento delle schede informatiche da rivendere nei bugiardini dei medicinali, o la completa assenza nei suoi telefoni di qualsiasi elemento riconducibile al suo contatto russo, con il quale si incontrava nel sobborgo romano di Spinaceto, dove gli agenti del Ros avevano infine piazzato delle microspie

Guerra fredda

Un caso diplomatico che sembra rievocare i tempi della guerra fredda. I carabinieri del Ros hanno fermato l'ufficiale della marina militare italiana e un militare russo in servizio all'ambasciata di Roma.

La trama della spy story è delle più classiche: Walter Biot viene fermato martedì sera mentre consegna documenti classificati relativi alle telecomunicazioni militari, sensibili per la sicurezza nazionale e della Nato, a un funzionario dell'addetto militare dell'ambasciata russa a Roma.

Dopo lunghi pedinamenti da parte del controspionaggio italiano, i due sono stati fermati, al buio di un parcheggio della capitale, mentre l'uno consegnava una pen drive e l'altro 5.000 euro divisi in piccole scatole. Arrestato con l'accusa di spionaggio politico e militare, il capitano di fregata Biot rischia una condanna da 20 anni all'ergastolo.

In occasione della convocazione al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale dell’ambasciatore...

Posted by Luigi Di Maio on Wednesday, March 31, 2021

La Farnesina ha reagito convocando il ministero l'Ambasciatore russo Sergey Razov ed espellendo il militare russo coinvolto nel caso assieme al suo diretto superiore: il loro status diplomatico impedisce l'arresto. La cessione di documentazione classificata "è un atto ostile di estrema gravità", ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

Russia e Cina, ha aggiunto Di Maio in una comunicazione al Senato, "sono attori che hanno sistemi politici e valori diversi dai nostri", da cui "provengono anche sfide, e talvolta minacce. Lo dimostrano le accuse di spionaggio nei confronti degli ufficiali italiani e russi". Allo stesso tempo, ha sottolineato, "continueremo ad agire in linea con la nostra collocazione geopolitica e i nostri valori, ma anche a salvaguardare i nostri interessi fondamentali, che richiedono di mantenere un'interlocuzione critica ma costruttiva con la Russia e la Cina".

L'ambasciata russa a Roma si è limitata a confermare il fermo del proprio militare. Stringato anche il commento del Cremlino: "La Russia spera che i legami con l'Italia possano essere preservati nonostante la vicenda di Roma". Il governo britannico di Boris Johnson ha espresso piena "solidarietà" all'Italia. In un tweet il ministro degli Esteri Dominic Raab ha denunciato "l'attività maligna e destabilizzante della Russia, che mira a minare un alleato della Nato" come l'Italia.