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Pesante condanna per spionaggio in Russia contro cittadino Usa

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Una foto di Whelan nel 2019. L'ex marine è stato arrestato nel dicembre 2018
Una foto di Whelan nel 2019. L'ex marine è stato arrestato nel dicembre 2018   -   Diritti d'autore  Alexander Zemlianichenko/Copyright 2019 The Associated Press. All rights reserved
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Condannato l'ex marine Paul Whelan a 16 anni di detenzione per spionaggio contro la Russia. Lo ha sentenziato la corte di Mosca.

Cittadino americano e britannico, era stato arrestato in un hotel russo il 28 dicembre scorso. Whelan sostiene di essere stato incastrato quando gli è stata consegnata una chiavetta USB con informazioni classificate, scrive l'agenzia AP.

L'ambasciatore statunitense in Russia, John Sullivan, ha definito il verdetto una "beffa della giustizia", affermando che secondo l'ambasciata non ci sono prove. Il governo statunitense, ha aggiunto Sullivan, non potrebbe essere più preoccupato.

I membri della sua famiglia hanno denunciato la mancanza di prove e l'iniquità del processo. Whelan, in possesso di passaporto canadese e irlandese, rischiava fino a 20 anni di prigione per le accuse di spionaggio.

L'ambasciata americana a Mosca ritiene che i procuratori russi abbiano condotto un processo segreto e ingiusto.

"Giusto e trasparente? No. Prove prodotte? Nessuna. Il mondo intero sta guardando", ha twittato l'ambasciata prima del processo citando l'ambasciatore Sullivan. Anche il segretario di Stato americano Mike Pompeo ha chiesto alla Russia di rilasciare Whelan.

Whelan è stato recentemente operato in prigione, ma gli Stati Uniti hanno riferito che le autorità russe hanno aspettato fino a quando non fosse assolutamente necessario farlo.

Che conseguenze avrà questa sentenza?

Un verdetto di colpevolezza è conforme "alle nostre aspettative del sistema legale russo, cioè alla totale e dimostrabile mancanza di indipendenza dal ramo esecutivo del governo", ha detto a Euronews il dottor Sergey Radchenko, storico della Guerra Fredda e direttore della ricerca alla Scuola di Diritto e Politica dell'Università di Cardiff.

"Non avevamo bisogno del caso Whelan per sapere che i tribunali russi cedono facilmente alle pressioni politiche esterne, che c'è una corruzione radicata nel sistema legale e che il giusto processo è spesso noto soprattutto per la sua assenza", ha aggiunto il dottor Radchenko, citando casi portati avanti contro i politici russi dell'opposizione e gli attivisti per i diritti umani.

L'avvocato di Whelan ha annunciato ricorso ma, secondo Radchenko, ci potrebbero essere spiragli in caso di futuro scambio di prigionieri. "Non c'è dubbio che verrà usato come leva contro gli americani".