I Ministri dell'Istruzione e dell'Interno hanno firmato una circolare congiunta per contrastare la diffusione di armi bianche tra i minori. La decisione arriva sulla scia dell'omicidio di uno studente a La Spezia
Il governo italiano corre ai ripari per contrastare l'uso dei coltelli tra i giovani. Il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara e il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi hanno sottoscritto una circolare, introducendo misure di controllo più stringenti, incluso l'uso di metal detector negli istituti scolastici.
Il "caso La Spezia" e la svolta sulla sicurezza
La misura nasce dalla necessità di rispondere a episodi di estrema violenza, primo fra tutti la tragica morte di Abanoub Youssef, lo studente 18enne dell'Istituto Einaudi di La Spezia ucciso nei corridoi della propria scuola. Il giovane è stato accoltellato da un compagno di istituto con una lama di oltre 22 centimetri che ha colpito organi vitali in pochi istanti.
Proprio a La Spezia, il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica ha già dato il via libera all'impiego di metal detector portatili all'esterno degli edifici. La scelta di operare fuori dai cancelli deriva dalla difficoltà tecnica e legale di perquisire sistematicamente gli zaini degli studenti all'ingresso, rendendo di fatto tramontata l'ipotesi di installazioni fisse ai varchi.
Le nuove procedure di controllo
Secondo quanto previsto dalla nota congiunta, l'adozione dei dispositivi di rilevamento non sarà automatica per tutti gli istituti, ma seguirà un iter specifico basato innanzitutto sulla richiesta dei dirigenti scolastici. Tale misura si inserirà in un quadro di interlocuzioni tra scuole, prefetture e questure che vengono ora rese sistematiche per garantire un presidio costante. I controlli mirati con i metal detector potranno quindi essere attivati dalle forze dell'ordine all'esterno degli istituti qualora le circostanze lo richiedano a fini di sicurezza.
Allarme emulazione: il caso del tredicenne a Luni
A confermare la criticità della situazione è un ulteriore episodio avvenuto a Luni, dove un ragazzino di soli 13 anni ha portato a scuola un coltello da cucina per mostrarlo ai compagni. L'allarme lanciato dagli insegnanti ha portato all'intervento dei carabinieri, che dopo una perquisizione domiciliare hanno rinvenuto l'arma e altri coltelli simili. Nonostante il minore non sia imputabile per legge, è stato segnalato al tribunale dei Minori, mentre i genitori sono stati sentiti in caserma per chiarire la dinamica dei fatti.
I controlli nelle scuole in altri Paesi europei
L'Italia non è l'unico Paese europeo a confrontarsi con il dilemma tra sicurezza e ambiente educativo. Nel Regno Unito, l'uso dei cosiddetti knife arches (archi metal detector) e degli scanner portatili è in costante aumento, in particolare nelle aree urbane di Londra e delle West Midlands, per far fronte a un'ondata di reati commessi con armi bianche tra adolescenti.
Anche in Francia, alcune amministrazioni regionali, come quella dell'Alvernia-Rodano-Alpi, hanno già investito in portali di sicurezza e telecamere di sorveglianza per i licei. Più recentemente, il dibattito è approdato a Malta, dove i sindacati degli insegnanti hanno sollecitato l'introduzione di scanner negli istituti a seguito di gravi episodi di accoltellamento avvenuti tra studenti alla fine del 2025.