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Crisi umanitaria senza fine

Di Marta Brambilla
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Crisi umanitaria senza fine
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Mentre la pandemia di coronavirus si trascina, la crisi umanitaria della Siria sta peggiorando.

A 11 anni dall'inizio del conflitto, il Paese ha visto la sua valuta crollare mentre i prezzi dei prodotti alimentari sono aumentati. Nove persone su 10 vivono al di sotto della soglia di povertà. Nella Siria nordoccidentale, un'area ancora sotto il controllo dei ribelli, quasi i tre quarti dei 4 milioni e 300mila residenti soffrono di insicurezza alimentare.

Ora l'Unione europea, gli Stati Uniti e molte altre nazioni hanno promesso 5miliardi e 300milioni di euro in aiuti per il paese e per sostenere i paesi vicini che ospitano rifugiati.

Janez Lenarcic, Commissario dell'Unione europea per la gestione delle crisi ha spiegato: "Oltre alle sovvenzioni, istituzioni finanziarie internazionali e donatori hanno annunciato prestiti a condizioni agevolate per un totale di 7 miliardi di dollari".

Alla conferenza annuale che ha riunito più di 50 paesi e organizzazioni finanziarie, la situazione politica non è stata dimenticata. E mentre la condizione umanitaria è pressante, anche i donatori internazionali sperano di vedere un miglioramento della situazione politica della Siria.

Josep Borrell, Alto rappresentante dell'UE, è convinto che il futuro del Paese sia nelle mani dei siriani: "Il futuro della Siria non appartiene a nessuna delle fazioni e a nessuna delle potenze esterne. Spetta ai siriani dare forma ai negoziati, guidati dalla Siria sotto gli auspici delle Nazioni Unite. Il regime siriano deve compiere passi in quella direzione. Se lo fanno, risponderemo ".

I combattimenti si sono in gran parte placati, ma le ostilità sono ancora in corso e per milioni di persone in Siria la crisi umanitaria è ben lungi dal dare tregua.