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Luca Coscioni moriva 15 anni fa, tra le sue battaglie quella per la libertà della ricerca

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Di Cecilia Cacciotto
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Da destra, Luca Coscioni con Emma Bonino e Marco Cappato
Da destra, Luca Coscioni con Emma Bonino e Marco Cappato   -   Diritti d'autore  CESARE SCARAMUZZINO/AP
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Il 20 febbraio 2006 moriva Luca Coscioni dopo aver combattuto per anni contro la sclerosi laterale amiotrofica.

La sua voce però non ha smesso di tuonare e scuotere le nostre coscienze, non solo grazie alle parole che ci ha lasciato ma anche grazie al lavoro dell'associazione che prende il suo nome, alla moglie, ai tanti politici che hanno sposato anche questa battaglia, come Marco Cappato.

MASSIMO PERCOSSI/AP
Marco CappatoMASSIMO PERCOSSI/AP

Oggi come 15 anni fa la richiesta, (una delle tante a dire il vero) è sempre la stessa: dare il via libera alla ricerca sulle cellule staminali embrionali.

Proibite in Italia, per l'associazione "Luca Coscioni" e per molti scienziati invece le terapie basate sulle cellule staminali potrebbero curare gravissime patologie come morbo di Alzheimer, morbo di Parkinson, sclerosi laterale amiotrofica, atrofia muscolare spinale, lesioni traumatiche del midollo spinale, distrofia muscolare, tumori e leucemie, diabete, infarto, ictus.

Un percorso a ostacoli, politici in modo particolare. L'indice accusatorio di Luca Coscioni 15 anni fa si levava anche contro i fondamentalismi religiosi.

Tra una lacrima ed un sorriso, le nostre dure esistenze non hanno certo bisogno degli anatemi dei fondamentalisti religiosi, ma del silenzio della libertà, che è democrazia. Le nostre esistenze hanno bisogno di una cura, di una cura per corpi e spiriti. Le nostre esistenze hanno bisogno di libertà per la ricerca scientifica. Ma, non possono aspettare. Non possono aspettare le scuse di uno dei prossimi Papi.

Parole che a distanza di 15 anni restano attualissime.

Chi era Luca Coscioni

Alla sua morte, la politica celebrava Luca Coscioni, definendolo nuovo eroe, testimone di speranza, ma da vivo Coscioni era stato un testimone scomodo.

Seduto su una sedia a rotelle, ormai senza voce metteva sotto accusa un mondo politico antico, arroccato sulle sue certezze e restio a ascoltare a andare oltre queste certezze.

"Sono impegnato, in prima persona, nella lotta per la libertà della scienza e delle terapie, in particolare della ricerca sulle cellule staminali embrionali. Oggi in Italia quella ricerca è proibita, e con essa è proibita la speranza per milioni di persone affette da gravissime e diffusissime patologie, per le quali oggi non esistono terapie realmente efficaci. Cinque anni fa sono stato colpito dalla sclerosi laterale amiotrofica. Questa malattia può, forse, essere curata ricorrendo alle cellule staminali. Se e come, ce lo potrebbe dire la ricerca scientifica. Però questa possibilità di cura è preclusa (..)per l’ingerenza della Chiesa cattolica notoriamente contraria".

La sua voce metallica è stata voce per molti nella battaglia contro ogni proibizionismo nella ricerca scientifica. Al suo fianco ha avuto anche il Nobel per la Letteratura Josè Saramago che non ha esitato a riconoscerlo come “forza nuova” e a schierarsi con lui coinvolgendo, nel 2001, scienziati e altri Nobel per appoggiare la sua candidatura alle elezioni politiche italiane.

CESARE SCARAMUZZINO/AP
Luca Coscioni in politicaCESARE SCARAMUZZINO/AP

Luca 15 anni fa moriva soffocato perché disse no alla tracheotomia e rifiutò di continuare a vivere attaccato ad una macchina. Dimostrò comunque che nonostante la malattia era ancora un uomo libero e in grado di scegliere. Non poteva piû parlare, era bloccato su una sedia a rotelle e completamente dipendente nei movimenti, eppure rivendicava mettendolo in atto il diritto dell’individuo di decidere liberamente sulla propria vita e la propria morte.

Il lavoro dell'associazione Luca Coscioni

L'associazione Luca Coscioni ha portato avanti in questi anni la battaglia di Luca. A Euronews Filomena Gallo, segretario dell'associazione ha dichiarato: :"Molto raramente la politica italiana si è distinta per sostegni alla scienza. Anche se recentemente i finanziamenti son aumentati, grazie anche al settore privato, restiamo lontani dal 3% per la ricerca stabilito dall'Unione europea. Ma non è solo una questione di soldi, molti sono gli esempi di decisioni che hanno creato enormi problemi alla scienza".

Ricorda come l'associazione porta "avanti l’azione e la lezione di Luca per, 'portare istanze delle quali nessuna forza politica vuole essere portatrice’. Esistono però altri strumenti per fare avanzare l'agenda delle libertà e su queste concentreremo come sempre gli sforzi: i referendum, le azioni di disobbedienza civile, le iniziative giudiziarie. È così che in questi 15 anni dalla morte di Luca abbiamo ottenuto lo smantellamento della legge 40 sulla fecondazione assistita, la legalizzazione del testamento biologico e del suicidio assistito in Italia. In questa legislatura la libertà di ricerca, i diritti civili, l'autodeterminazione della persona sono nuovamente rimasti al margine del dibattito politico.

In questa legislatura la libertà di ricerca, i diritti civili, l'autodeterminazione della persona sono nuovamente rimasti al margine del dibattito politico.
Le emergenze che il Paese si trova ad affrontare faranno sì che questi temi non saranno inclusi nei programmi neanche dell'esecutivo presieduto da Mario Draghi.
Associazione Coscioni

Le emergenze che il Paese si trova ad affrontare faranno sì che questi temi non saranno inclusi nei programmi neanche dell'esecutivo presieduto da Mario Draghi.

Il Consiglio generale del 20 febbraio, scrive l'associazione in una nota, è l'occasione per discutere un pacchetto referendario per il prossimo anno su temi che vanno dall'eutanasia, alle droghe, passando dalla riforma del diritto di famiglia, l'aborto, la gestazione per altri.

Proposte nate per dar voce alle persone che si rivolgono all'associazione Luca Coscioni, e protagoniste di battaglie personali e giudiziarie per ottenere il rispetto diritto dei rispettivi diritti umani calpestati nel disinteresse generale.