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Configurazione del nuovo governo. Draghi a colloquio con i partiti

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Mario Draghi
Mario Draghi   -   Diritti d'autore  AFP
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Un richiamo al sostegno verso l' esecutivo guidato da una personalità di altissimo livello, rispettata in tutto il mondo, sembra serpeggiare nelle stanze del potere a Roma. Per molti è la situazione critica ad imporre l'approdo di Draghi a Palazzo Chigi non solo le ricorrenti distonie della politica partitica.

Il primo giro di consultazioni

Le consultazioni della giornata di venerdì si sono svolte con buona parte delle forze della vecchia maggioranza disposte a garantire il varo del nuovo esecutivo messo nelle mani dell'ex governatore della Banca Centrale Europea. Tra i ferventi della prima ora il leader di Italia Viva considerato non a torto il manovratore delle trasformazioni politiche in corso.

Il sostegno di Renzi

Per Matteo Renzi "Draghi è la polizza assicurativa che oggi si intesta ai figli e ai nipoti dell'Italia che verrà". La sua profonda conoscenza della finanza internazionale non potrà che servire al meglio il paese e garantire la stesura di un programma adeguato per la gestione fruttuosa della massa di denaro che l'Europa ha accordato all'Italia col Next Generation EU. "Iv sosterrà il governo indipendentemente dal nome dei ministri, da quanti di essi saranno tecnici o politici", ha detto il leader di Iv dopo il colloquio con Draghi. "Siamo al suo fianco e a sua disposizione".

Il PD in appoggio a Draghi

In visita a Draghi è giunta anche la delegazione del Pd, che ha già largamente anticipato il suo appoggio. "Il forte ancoraggio europeo" e la "storica amicizia euro atlantica che potrà rafforzarsi dopo l'elezione del presidente Biden" sono tra gli elementi del futuro programma del governo Draghi che il Pd ritiene "importanti". Lo ha detto il segretario del Pd, Nicola Zingaretti al termine delle consultazioni con il premier incaricato.

Anche Forza Italia entra in ballo

Dopo il sofferto confronto nel centrodestra Forza Italia garantirà al premier incaricato un convinto sostegno; la delegazione forzista all'ultimo momento è rimasta orfana di Silvio Berlusconi. Il leader ha preferito, per personali "motivi precauzionali", lasciare ad Antonio Tajani il compito di guidare gli azzurri, dopo una lunga e cordiale telefonata con l'ex Governatore, che Berlusconi ricorda di aver voluto alla guida di Bankitalia e poi della Bce.

Una capitale altamente frequentata

Se Berlusconi non viene a Roma Beppe Grillo e Davide Casaleggio sono approdati nella capitale per incontrare Draghi sabato ed anche per sedare gli animi nel M5s spaccato sull'adesione al governo ed agitato dalla scesa in campo di Giuseppe Conte.

Il niet di Giorgia Meloni

Con le stampelle Giorgia Meloni è venuta ad assicurare il suo no a Mario Draghi; non ci sarebbe nessun pregiudizio nei confronti del professionista ma "l'Italia non è democrazia di Serie B", quindi Fratelli d'Italia "darà una mano" da forza patriottica, ma non governerà mai con Pd-Iv-5s.

L'incognita Matteo Salvini

Decisivo per chiarire i contorni politici ma anche programmatici del governo Draghi sarà l'ultimo incontro del primo giro di consultazioni, con la Lega di Matteo Salvini.

Come ricorda il governatore del Veneto Zaia "primo partito non solo in termini numerici ma qualitativi, governando i territori produttivi del Paese". Per questo Salvini ha già messo in chiaro che sono "strampalate" le ipotesi di appoggi esterni. Se decidesse di essere della partita, vuole il posto a capo tavola che merita la Lega, "primo partito italiano" e non accetterà che altri lo additino come l'ospite sempre piuttosto imbarazzante.