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La Brexit lascia fuori le isole Falkland/Malvine: i timori dei residenti, le speranze dell'Argentina

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La Brexit lascia fuori le isole Falkland/Malvine: i timori dei residenti, le speranze dell'Argentina
Diritti d'autore  PABLO PORCIUNCULA BRUNE/AFP or licensors
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Un'economia in pericolo

La Brexit rimette in discussione gli equilibri nell’Atlantico meridionale e riaccende i riflettori sulle Isole Falkland/Malvine. Secondo quanto stabilito nei negoziati tra UE e Regno Unito, le isole infatti non beneficeranno dei vantaggi commerciali, fiscali e doganali riservati a Londra dopo la Brexit.

Questo significa che i prodotti provenienti dalle isole potrebbero essere soggetti a dazi doganali.

Una minaccia per l'economia delle isole, che si basa sull'esportazione del 90% della sua pesca in Europa. I residenti sperano di mantenere lo status quo, poiché il 60% delle entrate del governo locale proviene dal settore legato alla pesca e il 40% del PIL dipende da questo rapporto speciale con l'UE.

Teslyn Barkman, membro dell'Assemblea legislativa delle Falklands/Malvine, dice a Euronews che la loro richiesta è incredibilmente semplice:

"Vogliamo solo continuare a poter commerciare in maniera vantaggiosa per noi e per l'UE. I nostri calamari sono apprezzati ovunque all'interno dell'UE: in Italia, in Francia, chiunque può gustare i nostri calamari di alta qualità e vogliamo continuare ad avere questa opportunità”.

I trattati dell'UE riconoscono le Isole Falkland/Malvine come territorio britannico d'oltremare, sebbene le persone che vivono nell'isola non siano state chiamate a votare nel referendum sulla Brexit nel 2016.

In un messaggio indirizzato ai residenti delle Falkland per Natale, il premier britannico Boris Johnson ha affermato che l'UE è stata intransigente nel voler escludere quei territori dall'accordo commerciale. Tuttavia, la Commissione europea ha chiarito che non è nella sua portata negoziare per conto dei territori d'oltremare, il che significa che il governo locale dovrà stabilire le proprie condizioni con il blocco europeo.

“E’ stato davvero deludente essere esclusi dall'accordo, ma sono sicura che dall'UE potremo beneficiare di una flessibilità ancora maggiore rispetto al Regno Unito", spera Barkman.

Un'opportunità per l'Argentina

Eppure questa esclusione è stata accolta calorosamente dalle autorità argentine, che rivendicano le isole come suolo argentino con il nome di Isole Malvinas.

A febbraio scorso, il presidente argentino Alberto Fernández aveva intrapreso un tour diplomatico in Europa, chiedendo l'esclusione delle isole dall'accordo sulla Brexit e sembra proprio che i suoi sforzi abbiano ottenuto il risultato sperato. I diplomatici argentini sperano ora di riprendere i negoziati su una controversia lunga più di un secolo

"Puntiamo ad avere il sostegno di tutti i paesi”, afferma Daniel Fernando Filmus Segretario di stato per le isole Malvine, Antartide e Atlantico meridionale. “Sostegno a dei negoziati bilaterali. L'Argentina non chiede che le venga data la ragione, ma piuttosto che il Regno Unito si sieda a discutere della questione. Non è possibile che da 188 anni una parte dell'Argentina venga usurpata da una potenza coloniale ".

Le isole furono teatro di guerra nel 1982, quando il regime militare argentino tentò di recuperare la sovranità di quei territori, venendo però sconfitto dall'esercito britannico. Tutti i paesi europei avevano firmato una risoluzione delle Nazioni Unite per la decolonizzazione delle isole, tuttavia durante la guerra mostrarono sostegno al Regno Unito in quanto parte del blocco europeo.

Le implicazioni diplomatiche dell'esclusione delle isole dall'accordo

Gli esperti affermano che con l'uscita del Regno Unito, l'UE potrebbe cambiare approccio e avvicinare la sua posizione a quella dell’Argentina.

Christian Ghymers, Presidente dell’IRELAC (istituto interdisciplinare per le relazioni tra Europa, America Latina e Caraibi) sostiene che "l'Unione europea in futuro dovrà discutere di questo problema, e ciò non significa necessariamente che ci sarà una posizione comune. La questione non è stata discussa durante i colloqui sulla Brexit, ma sappiamo che alcuni paesi sono favorevoli all' Argentina: Italia, Spagna, Portogallo, Svezia, Austria, Grecia”.

Si tratta in effetti di quei paesi che, insieme a Francia e Germania, nel 2019 votarono a favore di una mozione dell’ONU per sollecitare i britannici a decolonizzare le isole dell’arcipelago Chagos e permettere la sua riunificazione con Mauritius.

Tuttavia, per la Spagna la situazione è più delicata: se da un lato condivide con Buenos Aires lo stesso tipo di rivendicazioni contro il Regno Unito su Gibilterra, dall'altro è il paese in cui viene esportato il maggior numero di calamari dalle isole Falkland/Malvine.

Ghymers ritiene però che l'Argentina ora abbia una maggiore leva per negoziare nel quadro di un futuro accordo commerciale tra Mercosur-UE che potrebbe includere il pesce proveniente dalle isole.

"Con l'Argentina a capo della presidenza del Mercosur e il Portogallo a guida del Consiglio europeo, potrebbero esserci dei colloqui in questa direzione", afferma.

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Posted by BFSAI on Monday, January 4, 2021

La Brexit lascia dunque molti problemi irrisolti e i toni nella regione si fanno tesi. A gennaio le forze armate britanniche hanno avviato un'esercitazione militare a largo delle isole che le autorità argentine hanno condannato.

Quello che è sicuro è che il Regno Unito non è disposto a rinunciare a un territorio così strategicamente importante per la sua vicinanza all'Antartide.