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Gibilterra: come è stata la prima giornata dei frontalieri spagnoli dopo la Brexit

I cittadini Ue che lavorano a Gibilterra sono circa 14mila
I cittadini Ue che lavorano a Gibilterra sono circa 14mila   -   Diritti d'autore  Steve Parsons/AP
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Nonostante la Brexit il numero di cittadini dell'Unione euroepa che lavorano a Gibilterra - la maggior parte dei quali spagnoli - è passato da 12.000 a 14.000 negli ultimi quattro anni. Ma con l'uscita ufficiale del Regno Unito dal blocco europeo è cresciuta l'incertezza sulle future norme che regoleranno il confine tra Gibilterra e la vicina città spagnola di La Línea.

I lavoratori transfrontalieri hanno tirato un sospiro di sollievo quando il 31 dicembre, ultimo giorno del periodo di transizione, è stato raggiunto un accordo che colloca Gibilterra nella zona Schengen. Alfredo Valencia, originario di La Línea, è uno di questi lavoratori: lavora in un distributore a Gibilterra da 12 anni e ha accolto con moderata soddisfazione l'accordo tra Londra e Madrid.

"Spera che l'intesa plachi i conflitti diplomatici a Gibilterra che, purtroppo, si verificano spesso tra Gibilterra, Spagna e Inghilterra", ha detto Alfredo a Euronews pochi minuti prima di attraversare il confine, semplicemente mostrando il suo documento d'identità ai funzionari di entrambi i lati. "Speriamo - aggiunge Alfredo - che venga fatta chiarezza al più presto su tutte le questioni su cui ci sono ancora dei dubbi, come ad esempio chi controlla le frontiere".

Prima di Alfredo anche il padre lavorava a Gibilterra, così come uno dei suoi fratelli che ha avuto un contratto lì per oltre tre decenni. "Migliaia di posti di lavoro diretti e indiretti sono creati grazie a Gibilterra - spiega Alfredo -. Abbiamo e continueremo ad avere legami di amicizia con i cittadini di Gibilterra perché i legami emotivi non hanno confini. Le cose brutte che accadono a loro ci riguardano, e viceversa".

Residenti stanchi di promesse non mantenute

"Nessun governo - dice Alfredo - è stato in grado di dare a La Línea o alla zona di Campo di Gibilterra, dove la disoccupazione è al 35%, ciò di cui ha bisogno". "Ora il governo spagnolo deve andare avanti e approvare gli investimenti per migliorare la qualità della vita degli abitanti di La Línea e del resto della regione", aggiunge Alfredo, riferendosi alla promessa dell'autorità di stabilire una "zona di prosperità condivisa" con la nuova area Schengen.

"Stiamo soffrendo non solo per il conflitto con Gibilterra, ma anche per la pandemia che purtroppo sta colpendo tutti i settori". Il lavoratore transfrontaliero dice che la sua città è stufa di promesse non mantenute: "Come nuova misura è stata menzionata una zona fiscale speciale per la nostra zona, ma finora non è stato fatto nulla di tutto questo. Attraverso aiuti finanziari, o tagli fiscali, si potrebbe ottenere qualcosa per alleviare la pressione che gli uomini d'affari di Campo di Gibilterra devono sostenere".

150 anni di abbandono

"I nostri membri hanno accolto con favore l'accordo", dice Salvador Molina, presidente dell'Associazione socio-culturale dei lavoratori spagnoli di Gibilterra, con sede a La Línea. Molina ricorda il passato, e "le grandi code che per molti anni si sono viste alla frontiera".

Molina spera che, con l'inclusione di Gibilterra nell'area Schengen, la questione venga risolta una volta per tutte: "È bello che La Línea e Gibilterra continuino ad essere, come sono sempre state, città sorelle".

Il presidente del sindacato spera che la nuova situazione crei opportunità commerciali e industriali per La Línea, soprattutto se accompagnata da misure fiscali. Aggiunge che "a Gibilterra lo spazio è minimo, qui abbiamo lo spazio per realizzare i progetti".

Uno degli aspetti più importanti del futuro accordo ancora da risolvere, secondo Molina, sono i contributi previdenziali e le pensioni dei lavoratori spagnoli nella loro terra natale: "Ho colleghi in pensione che hanno iniziato a lavorare a Gibilterra nel 1986 e ricevono 400 o 500 sterline, che sono 600 euro. Un pensionato in Spagna riceve almeno 1.200 euro".

Molina definisce La Línea come una città che è stata "abbandonata dalla sua creazione 150 anni fa" dai diversi governi: "Non vale solo la pena lavorare a Gibilterra, dobbiamo trovare il modo per i cittadini di Gibilterra di investire qui e le strutture per gli spagnoli che hanno imprese a Gibilterra".

Un'accoglienza cauta

Anche i sindacati di entrambi i lati del confine hanno accolto con favore l'accordo, ma sono in attesa di maggiori dettagli. Per Manuel Triano, segretario dell'ala di Campo di Gibilterra del sindacato spagnolo Comisiones Obreras, ci sarebbe stato "un vero dramma economico" per la regione se non fosse stato raggiunto l'accordo di Capodanno.

È favorevole all'inserimento di Gibilterra nell'area Schengen e convinto che l'eventuale scomparsa della frontiera fisica potrebbe aumentare "la sicurezza giuridica, fattore che attira molti investitori".

Il suo sindacato è anche a favore dell'istituzione di un regime fiscale speciale per Campo di Gibilterra, dato che al momento ci sono quattro diversi sistemi fiscali. "Il nostro sistema è quello che presenta i maggiori svantaggi rispetto a Ceuta (una città autonoma spagnola sulla costa settentrionale dell'Africa), al Marocco e a Gibilterra", ha aggiunto Triano.

Per quanto riguarda i cittadini di Gibilterra anche il sindacato Unite ha accolto con favore l'accordo preliminare, ma ha detto che studierà tutti i dettagli dell'accordo in modo completo prima di far la sua posizione finale. "L'accordo - si legge in un comunicato del sindacato - fornisce una tregua cruciale per negoziare pienamente il futuro rapporto tra Gibilterra e l'Ue, evitando la catastrofe che sarebbe stata un no-deal".

Aumento dell'occupazione

Nonostante l'esito del referendum del 2016 sulla Brexit il numero di lavoratori transfrontalieri a Gibilterra ha continuato a crescere. Secondo gli ultimi dati pubblicati dal governo di Gibilterra è passato da 12.361 dipendenti (di cui 7.153 spagnoli) a 14.402 (9.248 spagnoli).