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L'Europa critica la repressione cinese a Hong Kong ma stringe accordi con Pechino

Di Paolo Alberto Valenti
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L'Europa critica la repressione cinese a Hong Kong ma stringe accordi con Pechino
Diritti d'autore  AP / Vincent Yu
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L'Unione europea critica l'intolleranza politica del governo di Hong Kong dimostrata con l'arresto di 53 oppositori. Bruxelles chiede il rilascio dei dissidenti. Si tratta del più grave arresto dall'entrata in vigore della nuova legge sulla sicurezza nazionale nella città stato tornata ormai da tanti anni sotto il controllo di Pechino.

Reazioni da Bruxelles

"La normativa sulla sicurezza nazionale serve a reprimere il dissenso e a soffocare l'esercizio dei diritti umani e delle libertà politiche che sono protetti dalla legge fondamentale di Hong Kong, nonché dal diritto internazionale e dagli obblighi e gli impegni internazionali firmati dalla Cina. Pertanto noi, come Unione europea , chiediamo l'immediato rilascio degli arrestati ": ha detto il portavoce della Commissione Peter Stano.

Il sussulto di Londra

Dominic Raab, ministro degli esteri del Regno UNito ha twittato il suo attacco alla Cina definendo gli arresti un "grave attacco" ai diritti e alle libertà, un attacco volto a reprimere le opinioni dissenzienti.

Una difesa dello status quo

Secondo l'accusa gli arrestati avrebbero tentato di forzare la governatrice Carrie Lam alle dimissioni per paralizzare l’attività di governo. Tutti e 53 hanno preso parte o hanno contribuito in luglio all'organizzazione delle elezioni primarie del campo democratico. In 600mila avevano votato per scegliere i candidati per il rinnovo del Legco, il Parlamento cittadino. Così Lam ha deciso di rinviare le elezioni – in programma il 6 settembre – e prorogare la legislatura di un anno a causa dell’emergenza pandemica.

L'accordo commerciale UE-CINA

L'Unione europea sta valutando possibili sanzioni contro la Cina eppure una settimana fa l'Europa ha firmato con Pechino quello che viene definito "l'accordo più ambizioso che la Cina abbia mai concluso". Un accordo sugli investimenti con implicazioni geopolitiche che rappresentano una vittoria per il dragone asiatico.