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Proseguono le vaccinazioni in GB e Russia. Il Covid circolava in Italia già a novembre 2019

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Di Cinzia Rizzi Agenzie:  AP
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Un'infermiera somministra il vaccino Pfizer-BioNTech al Guy's Hospital di Londra
Un'infermiera somministra il vaccino Pfizer-BioNTech al Guy's Hospital di Londra   -   Diritti d'autore  AP Photo/Frank Augstein, Pool
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Ha lasciato l'ospedale Maragaret Keenan, la 90enne britannica, diventata la prima persona al mondo a ricevere il vaccino anti Covid sviluppato da Pfizer-BioNTech.

Nel frattempo arriva la prima frenata oltremanica, con l'Agenzia regolatrice inglese dei farmaci (MHRA) che raccomanda di non sottoporre a vaccinazione chi abbia alle spalle una storia di "significative" reazioni allergiche, dopo che due delle centinaia di persone a cui è stato somministrato il vaccino, ne hanno avute. Si tratta di due operatori sanitari sulla quarantina, che non sono in gravi condizioni e - secondo le autorità - che si "stanno riprendendo bene".

Ciò che queste due persone avevano in comune era che entrambi avevano una forte storia allergica e portavano sempre con sé autoiniettori di adrenalina (uno strumento medico utilizzato per il trattamento di shock anafilattico).

I due operatori sanitari hanno riferito di aver sviluppato i sintomi di una reazione anafilattica, poco dopo aver ricevuto il vaccino.

Proseguono le vaccinazioni in Russia

Intanto in Russia si continua con le vaccinazioni dello Sputnik V, il vaccino meno caro (meno di 10 dollari a dose) e più facilmente conservabile sul mercato. Le prime dosi sono state iniettate questo fine settimana a medici, infermieri e insegnanti di Mosca, mentre un intero lotto è ora partito alla volta della Siberia.

Gli sviluppatori hanno negato le voci che chi riceve il vaccino debba smettere di bere alcool per almeno due mesi: bastano sei giorni, hanno fatto sapere, per il sollievo dei russi, in vista delle vacanze di fine anno.

Nuovo lockdown in Danimarca

Giro di vite in alcuni Paesi, a causa dell'aumento dei nuovi casi giornalieri. In Danimarca, nelle zone più colpite - tra le quali la capitale Copenaghen - bar e ristoranti sono chiusi e gli studenti dagli 11 anni in su restano a casa da scuola. "Capisco che si debba fare qualcosa", dice una barista. "I numeri crescono e la situazione non migliora, ma allo stesso tempo le persone potrebbero incontrarsi a casa. Se non possono uscire e trovarsi in un ambiente controllato, lo faranno in un ambiente non controllato a casa".

Le misure colpiscono circa la metà della popolazione danese. E per le feste in arrivo, la premier Mette Frederiksen, si è detta preoccupata. Il Paese ha già annunciato che a Natale gli incontri saranno limitati a un massimo di dieci persone.

Il Covid circolava già a Milano nel novembre 2019

Mentre l'Italia si prepara a festeggiare un Natale diverso, secondo uno studio dell'Università Statale di Milano, il Covid era in circolazione già a novembre 2019.

Il nuovo paziente 1 non sarebbe il 38enne di Codogno, bensì un bimbo milanese di 4 anni. Il 30 novembre dello scorso anno i genitori lo portano in pronto soccorso, perché vomita e fatica a respirare. Nei giorni seguenti gli viene fatto un tampone in gola, perché si pensa al morbillo, dopo che il bambino si è riempito di bollicine.

Il cotton fioc viene conservato a -80 gradi centigradi nel laboratorio dell'università e oggi, a un anno di distanza, viene "riesumato", da alcuni ricercatori sospettosi, che si potesse trattare in verità del Covid-19.

E' a quel punto che arriva la conferma: il piccolo era positivo al SARS-CoV-2 e si tratta del ceppo di Wuhan. "Per avere i primi sintomi il 21 novembre, il bambino si è probabilmente contagiato 4 o 5 giorni prima", spiegano i ricercatori dell'ateneo. "Né lui né la sua famiglia avevano viaggiato. Il che significa che il coronavirus era già presente in Nord Italia a metà novembre ed era confuso con i sintomi dell'influenza stagionale".