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Covid-19: Francia e Danimarca non migliorano granché, Austria in controtendenza

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Vaccinazione in Russia
Vaccinazione in Russia   -   Diritti d'autore  KIRILL KUDRYAVTSEV/AFP or licensors
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È assai improbabile che la Francia revochi il blocco previsto il 15 dicembre, a causa di una limitata tendenza al ribasso di nuove infezioni.

Sebbene dati recenti mostrino un calo dei casi, infatti, il numero di persone ricoverate in ospedale per la malattia è aumentato, ed è la prima volta in tre settimane.

Si va verso un Natale in clausura? Il tetto delle 5.000 contaminazioni giornaliere, fissato da Emmanuel Macron per revocare il confinamento, si sta rivelando difficile da raggiungere.

"Le festività di fine anno sollevano il timore che possano verificarsi importanti contaminazioni intrafamiliari - dice Jérôme Salomon, Direttore generale della sanità francese - si è già verificato durante il Ringraziamento in Canada e negli Stati Uniti.

Invio un messaggio molto chiaro di prevenzione, cautela, un appello al comune senso di responsabilità e alla protezione delle persone più fragili, dei nostri cari e dei nostri anziani".

Danimarca

Anche la Danimarca è preoccupata per i tassi di infezione: questa settimana chiudono le scuole medie e superiori insieme a bar, caffè e ristoranti in 38 Distretti.

Le misure colpiranno quasi la metà della popolazione del Paese: anche la Premier danese è preoccupata per il Natale.

"Se il tasso di infezione è troppo alto mentre entriamo nelle celebrazioni natalizie -afferma Mette Frederiksen - rischiamo di perdere il controllo dell'infezione e che l'epidemia esploda in gennaio e febbraio, non può accadere".

Austria

In controtendenza è l'Austria, dove le restrizioni in vigore dal 17 novembre sono state allentate.

Consentito ai negozi di vendita al dettaglio di approfittare della corsa allo shopping prefestivo, anche se alcuni considerano la concessione ridotta e tardiva.

"Credo che lamentarsi delle perdite di entrate sia ormai quasi inutile -dice Thomas Koeckeritz, Direttore creativo di un Grande Magazzino - semplicemente perché le perdite accumulate da marzo non possono più essere compensate".

Steve Parsons/AP
AP PhotoSteve Parsons/AP

Campagna vaccinale in Russia

Procede la campagna vaccinale contro il Covid-19: nella clinica statale a sud di Mosca, lo staff medico estrae l'antidoto da un frigorifero speciale.

La temperatura all'interno deve essere almeno sotto la soglia dei 18 gradi Celsius per conservare il vaccino Sputnik , che viene scongelato mentre il paziente supera un controllo sanitario.

Tra le persone escluse dalla somministrazione del vaccino figurano quelle con malattie croniche e le donne incinte.

Chi riceve la prima dose dovrà tornare dopo 3 settimane per la seconda iniezione: un elenco dei possibili effetti collaterali è riportato su un opuscolo speciale.

Dice Natalia Shindryaeva, medico: "Come effetto collaterale può presentarsi un stato di malessere o di debolezza, e nelle prime 24 ore un possibile aumento della temperatura fino a 37 gradi. Ma questo è molto raro".

Test non competati, ma il vaccino viene somministrato ugualmente

I medici spiegano che potrebbero essere necessari fino a 40 giorni per ottenere l'immunità e avvisano le persone di evitare gli spazi pubblici dopo la vaccinazione.

I primi a mettersi in fila hanno dichiarato di volersi vaccinare anche se i test clinici su Sputnik V non sono ancora terminati.: una persona su 6 ha avuto effetti collaterali nei test iniziali.

Kozlov Dmitry, assistente sociale, è convinto della necessità di accelerare i tempi: "Se il Governo russo ha raccomandato questo antidoto per la vaccinazione di massa, allora io sarò uno di quelli che lo appoggerà pienamente - dice - è molto importante per me essere sicuro, è importante che il mio lavoro, visto che mi occupo di pensionati, non arrechi danni o problemi a nessuno".

Tutti entusiasti?

Non tutti in Russia sono però così convinti: un recente sondaggio ha rivelato che la maggioranza delle persone non ritiene necessario farsi vaccinare contro il Covid, nonostante chi ha realizzato Sputnik V sostenga che il vaccino è efficace al 95%.

Una delle questioni principali riguarda la capacità di produrlo: si prevede che entro la fine dell'anno saranno disponibili 2 milioni di dosi.