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A Gerusalemme e non solo i disoccupati in piazza contro il premier

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A Gerusalemme e non solo i disoccupati in piazza contro il premier
Diritti d'autore  Maya Alleruzzo/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved.
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Bufera permanente contro il premier israeliano e non solo a Gerusalemme e a Cesarea dove c'è l'abitazione privata di Benjamin Netanyahu. Soprattutto sono i giovani disoccupati che chiedono le dimissioni del governante, in apparenza poco turbato da processi, scandali, corruzione e difficoltà contingenti innescate anche dalla pandemia.

In migliaia in tutto il paese

Migliaia di israeliani hanno sfidato sabato sera le intemperie per rinnovare le manifestazioni contro Netanyahu. Il maggiore concentramento c'è stato a Gerusalemme, altri raduni antigovernativi si sono visti nel resto del paese. Fra i simboli della protesta la sogoma di un sottomarino che evoca gli scandali che hanno riguardao l'acquisto di navi da guerra dal gruppo tedesco ThyssenKrupp.

Una crisi nella crisi

Forse anche per le condizioni metereologiche avverse le proteste, giunte al sesto mese, sono apparse più contenute rispetto alle ultime settimane ma intanto la crisi ha colpito duramente l'economia e ha fatto salire alle stelle la disoccupazione. Molti dei manifestanti sono giovani che hanno perso il lavoro e che con le ricadute dei lockdown non hanno reali prospettive di riprendere l'attività. Negli ultimi mesi le manifestazioni sono state sostenute e organizzati dal “Black Flag Movement”. Quest’ultimo era stato un protagonista di spicco nelle proteste dello scorso aprile contro la temuta alleanza tra Netanyahu e Gantz. Il movimento accusa il premier di “menzogna e istigazione”.