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Nagorno-Karabakh, pace firmata: irruzione in Parlamento degli armeni furiosi, Baku festeggia

Di Euronews
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Irruzione in parlamento a Yerevan, Armenia, il 10 novembre 2020. In molti urlano: "Non rinunceremo alle nostre terre"
Irruzione in parlamento a Yerevan, Armenia, il 10 novembre 2020. In molti urlano: "Non rinunceremo alle nostre terre"   -   Diritti d'autore  Dmitri Lovetsky/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
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Armenia e Azerbaigian hanno firmato un accordo per mettere fine ai combattimenti nel Nagorno-Karabakh. Un'intesa raggiunta con la mediazione di Mosca: è stato Putin in persona ad annunciare l'accordo di pace.

Il Presidente azero Aliyev, il Primo Ministro armeno Pashinyan e il Presidente russo hanno firmato una dichiarazione che sancisce la fine delle attività militari nella zona di conflitto.

All'annuncio ha fatto seguito la reazione furente di centinaia di armeni, che hanno fatto irruzione nelle sedi del Parlamento e del Governo di Erevan, capitale dell'Armenia, devastando gli uffici e accusando di tradimento Pashinyan.

In un lungo post su Facebook, il Primo Ministro armeno ha definito "doloroso" l'accordo siglato con l'Azerbaigian per mettere fine al conflitto dopo più di un mese di combattimenti, che hanno causato numerose vittime tra i civili.

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Alcuni manifestanti hanno fatto irruzione nella sede del governo cercando Pashinian, non più nell'edificio in quel momentoDmitri Lovetsky/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved

Da quando i combattimenti sono ricominciati a settembre, tutti gli accordi raggiunti finora sul cessate il fuoco sono stati violati dopo poche ore. Gli armeni hanno perso parte del loro territorio: nel fine settimana le forze azere si sono impadronite di Shusha, seconda città della regione, conosciuta in armeno come Shushi.

"Non rinunceremo alla nostra terra", hanno urlato gli armeni per strada e negli edifici governativi. Alcuni di loro sono entrati nel palazzo del governo cercando il primo ministro Pashinian, ma senza trovarlo.

In base al nuovo accordo, l'Azerbaigian manterrà le aree del Nagorno-Karabakh conquistate durante il conflitto.

Inoltre l'Armenia ha accettato di ritirarsi anche da diverse altre aree adiacenti nelle prossime settimane. Putin ha annunciato che Mosca invierà nelle zona un contingente di pace di quasi 2mila militari, 90 blindati e 380 veicoli militari con il compito di vigilare sul cessate il fuoco.

Pashinyan ha condannato l'incidente su Facebook, aggiungendo che dalla sua residenza sono stati rubati degli effetti personali: "un computer, un orologio, profumo, patente di guida ed altri oggetti".

"Sono in Armenia e continuerò a lavorare come Primo Ministro", ha detto.

Gli azeri festeggiano

A Baku, invece, la popolazione festeggia: le strade delle capitale si sono riempite di traffico, persone hanno danzato sulle macchine sventolando bandiere azere e turche.

L'ultima escalation di violenza nella regione contese è iniziata lo scorso 27 settembre e ha fatto migliaia di vittime.

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Festa nella capitale azera, Baku: si sventola anche la bandiera turca in quanto Ankara ha appoggiato l'Azerbaigian nel conflittoAP/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved.

Pashinyan ha detto che la decisione si è basata su "analisi approfondita della situazione di combattimento, dopo aver discusso con i migliori esperti del settore". Ha aggiunto che non si tratta di una vittoria, ma che "non c'è sconfitta finché non ti consideri sconfitto".

Il Presidente dell'Azerbaigian, Ilham Aliyev, ha espresso soddisfazione per un accordo definito di "importanza storica": è stata secondo lui una "capitolazione" da parte dell'Armenia.

Cosa prevede l'accordo?

L'accordo prevede il dispiegamento di quasi 2mila forze di pace russe, oltre a concessioni territoriali.

In tutto, saranno 1.960 i soldati russi inviati nella regione con un mandato di cinque anni.

Il Presidente russo Vladimir Putin ha reso noto in un discorso televisivo che le forze di pace saranno dispiegate sul fronte di pattugliamento. L'accordo prevede anche uno scambio di prigionieri di guerra e "lo sblocco di tutti i contatti economici e di trasporto".

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Il gesto inequivocabile del presidente azero Ilham Aliyev durante il suo discorso alla nazioneAP/Azerbaijan's Presidential Press Office

L'intesa richiede anche che vengano stabiliti dei collegamenti attraverso l'Armenia che colleghino l'Azerbaigian e la sua exclave occidentale di Nakhchivan, circondata da Armenia, Iran e Turchia.

Indica inoltre che le forze armene cedano all'Azerbaigian il controllo di alcune aree che si trovano al di fuori dei confini della regione del Nagorno-Karabakh.

In base all'accordo, in aggiunta, Baku manterrà i quelle aree della regione conquistate durante l'escalation militare.

Cosa sta succedendo sul fronte?

L'Azerbaigian ha affermato domenica che le sue forze hanno preso il controllo della città strategicamente chiave di Shusha, dove i combattimenti con le forze armene infuriano da più di un mese.

In un discorso alla Nazione, il Presidente azero Ilham Aliyev ha detto: "Shusha è nostra - Karabakh è nostra", usando la versione azerbaigiana del nome della città.

Un portavoce dei leader separatisti armeni del Nagorno-Karabakh, Vagram Pogosian, ha confermato le affermazioni in un comunicato postato su Facebook: "Purtroppo siamo costretti ad ammettere che una serie di fallimenti ci perseguitano ancora, e che la città di Shushi è completamente fuori dal nostro controllo".

Prendere Shusha è significativo, perché è situata strategicamente su un'altura a 10 km sud della città nota come Stepanakert (per gli armeni) e Khankendi (per gli azeri), in Nagorno-Karabakh.

La Russia ha denunciato l'abbattimento di uno dei suoi elicotteri militari in Armenia, vicino al confine con l'Azerbaigian. Due militari sono morti, un altro è rimasto ferito.

L'Azerbaigian ha rivendicato la responsabilità dell'incidente e si è scusato con la Russia: l'incidente è avvenuto vicino al confine con l'exclave azera di Nakhchivan.

Gli ex Stati sovietici dell'Azerbaigian e dell'Armenia hanno combattuto una sanguinosa guerra per la regione montuosa del Nagorno-Karabakh all'inizio degli anni Novanta.

Migliaia di persone sono state uccise su entrambi i fronti, e centinaia di migliaia sono stati gi sfollati. La guerra si è conclusa con una tregua nel 1994, anche se da allora si sono verificate episodiche violenze.