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Presidenziali USA: la mappa del voto del 2008, 2012 e 2016

Trump in comizio a Miami, Florida
Trump in comizio a Miami, Florida   -   Diritti d'autore  AP Photo
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Alla vigilia delle elezioni presidenziali USA, Joe Biden e Donald Trump sono impegnati negli ultimi comizi per conquistare il voto degli indecisi negli Swing States.

L'ex vicepresidente di Obama passa da Cleveland, Ohio, alla Pennsylvania. Qui Biden ha un margine che appare solido ma non certo rassicurante (5 punti), e dovrà fare di tutto per conquistare questo tassello decisivo nella sua corsa al potere.

L'attuale inquilino della Casa Bianca invece fa prima tappa in North Carolina, quindi chiude la giornata in Michigan passando per la stessa Pennsylvania e il Wisconsin.

Questi ultimi tre stati - Michigan, Wisconsin e Pennsylvania - sono stati proprio quelli che hanno portato Trump al potere nel 2016, le grandi crepe del "muro blu" democratico che hanno ceduto e permesso alla marea rossa di inondare la mappa politica degli States.

Gli Stati da tenere subito d'occhio

Come spiegato in un podcast del New York Times, ci sono quattro Stati principali da tenere d'occhio all'inizio della lunga notte elettorale - tutti e quattro abituati a far votare i propri elettori via posta e quindi in grado di processare più velocemente i voti (in Florida, per esempio, il sistema è già rodato sia a causa dell'età dell'elettorato, sia a causa dell'alta incidenza di catastrofi naturali).

Questi quattro Stati sono: Florida, North Carolina, Georgia e Arizona.

Se Biden dovesse vincere la Florida, sarebbe praticamente fatta per i democratici. La Florida si porta infatti in dote 29 grandi elettori, il bottino più sostanziale tra gli Stati in bilico.

Se il voto per Trump dovesse andare male nello Stato in cui lui stesso ha votato, la Florida, il tycoon dovrebbe per forza vincere in tutti gli altri Stati contesi per non abbandonare la Casa Bianca.

Se Trump dovesse farcela in Florida, anche di un margine ristretto, ma anche in North Carolina o Georgia, questo sarebbe un buon indicatore che il presidente non si può dare per spacciato e che ha delle chances di essere rieletto.

Qualora Trump dovesse vincere a valanga in uno di questi quattro Stati, allora dovremmo farci delle domande: forse dobbiamo ripensare a tutti i sondaggi e proiezioni delle ultime settimane.

In ogni caso, scrive Nate Silver di FiveThirthyEight, con tutta probabilità i democratici conquisteranno per la settima volta nelle ultime otto elezioni la maggioranza del voto popolare.

Ma come abbiamo spiegato qui, sono i grandi elettori nel collegio elettorale a contare, non chi prende più voti tra la popolazione: per essere sicuro di andare alla Casa Bianca, e quindi assicurarsi i grandi elettori negli Stati chiave, Biden dovrà conquistare un margine "popolare" complessivo di almeno una decina di punti percentuali.

Ricordiamo che due terzi degli elettori democratici votano via posta, mentre due terzi dei repubblicani votano recandosi al seggio.

Altri stati da tenere d'occhio infine sono Wisconsin e Minnesota - giusto per capire se Trump riuscirà di nuovo a fare il cappotto nella "rust belt" come nel 2016 - ma soprattutto la Pennsylvania, ovvero lo Stato su cui il Presidente ha concentrato la maggior parte dei suoi sforzi ultimamente.

La Pennsylvania sarà anche uno degli ultimi territori per cui si avrà un risultato certo.

Per essere rieletto, in ogni caso, Trump non deve perdere nessuno di questi ultimi tre Stati.

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