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Restrizioni anti-Covid: proteste in Europa, arresti a Londra e Varsavia

Londra, 24 ottobre: la polizia trascina via di peso un manifestante nella protesta contro le restrizioni
Londra, 24 ottobre: la polizia trascina via di peso un manifestante nella protesta contro le restrizioni   -   Diritti d'autore  Alberto Pezzali/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
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Non è solo per le strade di Roma e Napoli che la rabbia per le nuove restrizioni anti-covid comincia a ribollire.. La protesta contro coprifuoco, chiusure locali e perfino contro il distanziamento aleggia per tutta Europa e ora rischia di tracimare in aperta rivolta.

A Londra - dove ormai si è entrati nel lockdown di livello 2, che oltre a coprifuoco e chiusura anticipata di pub ed esercizi commerciali, prevede limitazioni anche sulle riunioni familiari al chiuso - centinaia di persone sono state sgomberate dalla polizia lo scorso sabato, nel corso di una manifestazione indetta per contestare le nuove misure. I dimostranti si sono dati appuntamento in centro e hanno marciato verso Oxford street e nella zona dello shopping: quasi tutti sprovvisti di mascherina, hanno invitato in molti casi anche i passanti a sfilarsela.

Stando a un comunicato della Metropolitan police, i contestatori sarebbero colpevoli di aver partecipato "a una marcia del tutto illegale, in aperta violazione delle misure di distanziamento sociale". Pur senza scontri violenti, gli agenti hanno dovuto trascinare via di peso molti dei manifestanti.

Alberto Pezzali/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
Londra, 24 ottobre: manifestanti anti-restrizioni si radunano a Trafalgar SquareAlberto Pezzali/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved

In Polonia - paese che già da diversi giorni è attraversato da contestazioni per il nuovo giro di vite sulll'aborto imposto dal governo ultraconservatore del Presidente Andrzej Duda -la polizia di Varsavia ha arrestato 278 persone dopo la manifestazione che sabato si è tenuta nella capitalecontro le nuove misure di contenimento anti-Covid.

Secondo un comunicato diffuso il giorno seguente dalle forze dell'Ordine, i manifestanti - prima di venire dispersi con un lancio di lacrimogeni - avrebbero aggredito gli agenti lanciando pietre, bottiglie di vetro e petardi. Secondo la polizia, la manifestazione si sarebbe svolta in aperta violazione del divieto che, anche all'aperto, sanziona gli assembramenti di più di 5 persone, una mossa che l'opposizione ha bollato come un colpo di mano per impedire le proteste sulle nuove norme anti-aborto e sulla deriva autoritaria in corso ormai da mesi. Nelle stesse ore, anche il presidente Duda è stato trovato positivo al virus, come confermato dal portavoce presidenziale Blazej Spychalski.

Ma anche in Francia - quinto paese più colpito al mondo e maglia nera per i contagi in Europa con oltre 50mila infezioni giornaliere - da settimane si respira aria di protesta. Lo scorso 25 settembre, di fronte alle prime chiusure - quando ancora il governo guidato da Macron sperava di poter contenere la risalita dei casi con una serie di chiusure mirate - le prime rimostranze si sono fatte sentire a Marsiglia, dove gli esercenti hanno minacciato di lasciare le saracinesche aperte a oltranza. Da allora, l'Eliseo è stato tra i primi a dover imporre un coprifuoco sui grandi centri urbani che - tra Parigi e la regione dell'Ile de France, Grenoble, Lille, Lione, Marsiglia, Rouen, Montpellier, Saint-Etienne, Tolosa e molte altre - interessa oltre 43 milioni di cittadini in oltre 50 dipartimenti. E ora, mentre il governo promette indennizzi alle imprese e a sussidi ai precari colpiti dalla pandemia, il timore è per lo scontento che dalle banlieu potrebbe tracimare sulle strade di tutto il paese.