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Turismo con la pandemia, la Catalogna fa un bilancio

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Turismo con la pandemia, la Catalogna fa un bilancio
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La stagione è finita. A Lloret de Mar, dove il turismo vale i tre quarti del PIL, si fanno bilanci. Laura Ruiz Trullos: "Qui, a Lloret de Mar, il turismo straniero è diminuito di oltre l'80% nel mese di luglio. In questa estate complicata, torna il dibattito sulla dipendenza dal turismo di massa di molte località come questa".

L'occupazione negli alberghi è crollata. Solo chi è riuscito ad attirare quote del turismo nazionale ha riempito le camere. Francesc Melero, albergatore: "Il governo francese ... o il governo britannico ... che sconsigliavano di venire in Catalogna per le vacanze.... Meno male che avevamo molti clienti locali, affezionati da anni...". Per il futuro esperti e amministratori si dicono convinti che il turismo sostenibile diventerà decisivo.

Joan Miquel Gomis López, dell'Università della Catalogna: "In località sovraffollate se non c'è un cambiamento strutturale, deciso col consenso dalla maggioranza degli attori coinvolti in questo processo, le singole iniziative non avranno successo. L'esempio da citare è quello di Copenhagen, che considera il turista come un residente temporaneo di una determinata localirtâ di richiamo".

Molte discoteche e molti bar non hanno riaperto e con l'85% della popolazione dipendente dal settore turistico, la disoccupazione raggiungerà i massimi storici. Ma in questo ristorante i fornelli hanno funzionato a pieno ritmo, ai clienti, spagnoli o stranieri, piace gustare il cibo locale. "Piatti tipici, cose che non siamo trappole per turisti, cose di qualità. Paella, tapas, cose del genere..."

Della crisi causata dalla pandemia c'è anche chi vede un aspetto positivo. "Occorre concentrarci su un turismo più di famiglia, e dobbiamo cominciare a discuterne in modo più veloce di quanto avevamo previsto". "Abbiamo dovuto mettere altri tipi di prodotti, come i gioielli ... Ho 29 anni e resisto... Voglio dire: resisterò e l'anno prossimo lo prenderò con grande entusiasmo!" Come nel caso di questa commerciante, a Lloret, si tratta di rinnovarsi o di morire.