ULTIM'ORA
This content is not available in your region

Libano: un membro di Hezbollah giudicato colpevole dell'omicidio dell'ex premier Hariri

euronews_icons_loading
Libano: un membro di Hezbollah giudicato colpevole dell'omicidio dell'ex premier Hariri
Diritti d'autore  أ ب
Dimensioni di testo Aa Aa

Salim Ayyash, il membro di Hezbollah principale imputato nel processo sull'omicidio dell'ex premier libanese Rafik Hariri, è stato giudicato colpevole "oltre ogni ragionevole dubbio" dal Tribunale speciale per il Libano dell'Onu. Assolti invece gli altri tre imputati nel caso. Tutti e quattro sono latitanti.

Stando al verdetto del Tribunale Ayyash fu coinvolto nell'attentato del 14 febbraio 2005, quando l'esplosione di un camion bomba nel centro di Beirut uccise Hariri e altre 21 persone, oltre a ferirne più di 200. Il tribunale ha sottolineato che tuttavia non ci sono prove che possano legare direttamente l'assassinio dell'ex premier sunnita alla Siria o ad Hezbollah che, ad ogni modo, disconosce il tribunale speciale e nega, da sempre, ogni responsabilità.

Un attentato per cui fin dall'inizio molti Paesi occidentali puntarono il dito contro Hezbollah, il movimento politico sciita sostenuto dall'Iran.

Paradossalmente l'assassinio dell'uomo d'affari sunnita prestato alla politica, invece di favorire i suoi presunti mandanti, Teheran e Damasco in ultima analisi, ne ha accelerato la crisi, spingendo al ritiro dal Libano le forze di occupazione siriane.

Dal canto suo Hezbollah ha fin da subito respinto le accuse parlando di un complotto ordito da Israele per indebolire i suoi nemici.

In Libano tutti concordano sul fatto che la sentenza del Tribunale dell'Aja accrescerà le tensioni politiche che pure hanno toccato il culmine dopo l'esplosione al porto di Beirut, a sua volta un episodio dai contorni poco chiari. La classe dirigente, l'esecutivo dimissionario ed Hezbollah sono sopraffatti dalle proteste di un popolo esausto.

In gioco c'è non solo il controllo del fragile e piccolo Paese mediterraneo, ma l'intero equilibrio tra gli attori regionali: da Israele all'Iran, dalla Siria all'Egitto.

Forse proprio per questo oggi, uscito il verdetto, il figlio di Rafic, Saad Hariri, anche lui ex premier libanese, ha usato parole conciliatorie: "Il tribunale ha deciso e, a nome della famiglia del defunto primo ministro Rafic Hariri e a nome delle famiglie dei martiri e delle vittime, accettiamo la sentenza della corte", ha detto mentre la sorella di Rafic Hariri si è recata sulla sua tomba.