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Genova 2 anni dopo il crollo del Morandi: "Tragedie che non devono più accadere"

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Crollo del ponte Morandi, 2 anni dopo
Crollo del ponte Morandi, 2 anni dopo   -   Diritti d'autore  RAI
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Un minuto di silenzio carico di emozione, i nomi delle 43 vittime che scorrono sul maxi schermo allestito nella "Radura della Memoria".
Due anni fa il crollo del ponte Morandi a Genova: il viadotto che cede, in un attimo e in un giorno di pioggia intensa, e apre una ferita che non è possibile rimarginare.

Conte: "Lavoriamo perché Genova possa rinascere"

Il premier Giuseppe Conte spende una promesse: "Sono tragedie che non devono più accadere - dice - stiamo lavorando con gli amministratori locali, con tutta la comunità genovese perché Genova possa rinascere. Ci sono le premesse, continueremo a farlo, anche ora con il nuovo piano di rilancio nazionale. Dedicheremo sicuramente un'attenzione particolare a Genova".

Dalle macerie del Morandi la rinascita, affidata al nuovo ponte Genova- San Giorgio, inaugurato il 3 agosto scorso. Ma non c'è pacificazione. Molte famiglie di chi sul vecchio ponte ha perso la vita hanno preferito non essere presenti alla cerimonia.

Comitato vittime: "Il nostro Paese metta all'angolo un sistema marcio"

Egle Possetti del Comitato dei parenti delle vittime punta il dito su un sistema sbagliato e fallace: "È necessario che il nostro Paese nel suo complesso, compresi gli imprenditori che lavorano responsabilmente, possa uscire dall'abisso in cui è sprofondata la nostra credibilità - rimarca Possetti - dobbiamo essere in grado di mettere all'angolo un sistema marcio, che ha permesso il crollo di un ponte in Italia nel 2018".

La tragedia del 14 agosto di 2 anni fa ha gettato un cono di luce sul degrado delle infrastrutture in Italia: un vulnus alla sicurezza che lo Stato deve sanare. Si riparte dal nuovo viadotto di Genova, un tassello strategico per il collegamento stradale fra il Nord Italia e la Francia meridionale, oltre a essere uno dei principali assi viari della città. Quattro robot di manutenzione, che corrono per tutta la sua lunghezza vigilano su eventuali, danni alla struttura.

Dal crollo del Morandi al nuovo assetto di Autostrade per l'Italia

Il crollo del ponte Morandi, due anni fa, era stato la linea di discrimine: dopo la tragedia, tutto sarebbe dovuto cambiare. Il Governo aveva annunciato la revoca delle concessioni ad Autostrade per l'Italia, con l’entrata nel capitale di un soggetto pubblico, Cassa depositi e prestiti, e l’uscita progressiva dei Benetton, che detengono l'88% delle quote attraverso Atlantia.
La revoca non c'è stata, il nuovo viadotto è stato affidato in gestione agli stessi concessionari presenti al momento del crollo, i negoziati per l'acquisizione del pacchetto dei Benetton si rivela in salita. In un'intervista al Secolo XIX, il premier Conte dice che - nelle more di un'intesa difficile - tutto quello che sarà sottoscritto non prevede rinunce a eventuali azioni di responsabilità per le mancate manutenzioni e il disastro che ne è seguito.
Ma Atlantia ha atteso l'inaugurazione del nuovo ponte per rimettere in discussione il percorso: il consiglio di amministrazione della società dei Benetton ha infatti aperto alla vendita del pacchetto azionario tramite un processo internazionale al quale potrà partecipare lo Stato (con Cassa depositi e prestiti) congiuntamente ad altri investitori istituzionali. In pratica, il prezzo per l'uscita di scena deve essere congruo e deciso dal mercato, tanto più che all'interno di Autostrade per l'Italia ci sono altri investitori privati e anche fondi istituzionali , come il britannico Tci, che si era opposto all'accordo con lo Stato, ha parlato di esproprio di fatto.