Quattro persone sono rimaste ferite. Illesi e trasportati a valle in elicottero i passeggeri rimasti bloccati in quota. Secondo le prime ricostruzioni, la funivia non ha frenato in tempo mentre arrivava alla stazione di monte
Circa cento persone sono rimaste bloccate a 2800 metri d'altezza nella zona del Passo Moro, a Macugnaga in Piemonte, dopo un incidente alla funivia che martedì mattina ha causato quattro feriti.
Tutte le persone (94 turisti e cinque dipendenti, tra cui dei bambini) sono illese e sono state evacuate in elicottero dal Soccorso alpino e riportate a valle, perché la funivia è al momento inutilizzabile. Restano al lavoro alcuni operai per verifiche tecniche all'impianto.
Secondo le prime ricostruzioni, sono due le cabine coinvolte nell'incidente. Intorno alle 11.25 una cabina in arrivo alla stazione a monte sarebbe giunta troppo velocemente e avrebbe urtato un muro della struttura senza riuscire a fermarsi in tempo.
Tre persone dei quindici passeggeri a bordo sono rimaste ferite.
L'incidente ha causato un contraccolpo che ha interessato anche un'altra cabina a valle che procedeva nella direzione opposta, su cui viaggiava solo il manovratore, rimasto leggermente ferito.
Le piste da sci sono state chiuse e l'impianto di risalita interrotto. Sul luogo sono intervenuti il Soccorso alpino civile della Guardia di Finanza, il 118, i Carabinieri e i Vigili del Fuoco, impegnati nelle attività di assistenza ed evacuazione.
"Stiamo facendo valutazioni, dalle prime informazioni l'impianto non ha correttamente decelerato entrando in stazione e ha urtato la barriera di stazione", ha spiegato Filippo Besozzi, amministratore della Macugnaga Trasporti e Servizi, la società che si occupa della gestione dell'impianto.
"Per fortuna - aggiunge - non c'è nessun ferito grave, nessuno è in pericolo di vita", ha aggiunto. "Quello che ha riportato le ferite più serie è un 59enne che ha una ferita al braccio. Altre hanno avuto piccole escoriazioni".
La funivia di Macugnaga è stata costruita nel 1962 e nel 2023 ha subito una revisione generale, con la sostituzione di motori e cabine, per un costo di due milioni di euro sostenuto dalla Regione Piemonte e dal comune.