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Black Lives Matter: da Dundas a Scott Key, statue di nuovo nel mirino delle proteste

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Black Lives Matter: da Dundas a Scott Key, statue di nuovo nel mirino delle proteste
Diritti d'autore  Alberto Pezzali/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
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Henry Dundas a Glasgow, Louis Faidherbe a Lille, Francis Scott Key e San Junipero Serra a San Francisco. Statue e monumenti sono finiti nel mirino in tutto il mondo anche nel quarto fine settimana di proteste contro il razzismo.

Nel Regno Unito, nonostante il divieto di assembramenti per combattere il Covid-19, migliaia di persone sono scese in strada in varie città, da Londra a Manchester, da Glasgow ad Edimburgo.

Nella capitale scozzese i manifestanti, tra cui lo scrittore Irvine Welsh, hanno chiesto la rimozione di una statua del politico Henry Dundas, responsabile di aver ritardato di 15 anni, fino al 1807, l'abolizione della tratta degli schiavi da parte della Gran Bretagna. Durante quel periodo più di mezzo milione di africani attraversano l'Atlantico come schiavi.

Raab non si inginocchia

Inginocchiarsi tenendo un pugno alzato è diventato il simbolo della protesta del movimento Black Lives Matter. Un gesto che non ha tra i suoi sostenitori il ministro degli esteri britannico Dominic Raab, che in un'intervista radiofonica ha confessato di inginocchiarsi solo davanti "alla Regina e alla mia signora" e di considerarlo un gesto di sottomissione simile a quello visto nella serie tv 'Il trono di spade'.

Una posizione ribadita nel corso di un'altra intervista: "Per me mettersi in ginocchio ha una connotazione più ampia, storica, feudale e non mi sento a mio agio - ha detto Raab - anche se naturalmente capisco che non è quello che il movimento Black Lives Matter intende. Così come tollero il modo in cui gli altri si esprimono, penso che gli altri dovrebbero essere tolleranti verso il modo in cui mostriamo la nostra solidarietà e il nostro sostegno a cause come questa".

Tensione a Lille

A Lille la protesta ha preso di mira la statua di Louis Faidherbe, generale e politico francese. Governatore del Senegal per quasi un decennio a metà del diciannovesimo secolo, fu tra i principali fautori dell'impero coloniale francese in Africa. Tensione tra i manifestanti e alcuni esponenti di gruppi dell'estrema destra che si sono radunati davanti al monumento.

Giù le statue di Francis Scott Key e San Junipero Serra

A San Francisco abbattuta la statua di Francis Scott Key, autore dell'inno nazionale americano ma noto anche per avere avuto degli schiavi. La stessa sorte è toccata alla statua di San Junipero Serra, considerato un simbolo del colonialismo europeo.