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Andrà tutto bene? In questa cittadina siberiana termometro a 25°C (ma la massima di solito è 0°C)

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Di Lillo Montalto Monella
Foto: @EU_Commission  Directorate-General for Defence Industry and Space - Twitter
Foto: @EU_Commission Directorate-General for Defence Industry and Space - Twitter   -   Diritti d'autore  Foto: @EU_Commission Directorate-General for Defence Industry and Space - Twitter

Nella cittadina siberiana di Chatanga, il 22 maggio il termometro ha toccato i 25.4°C. Di solito, la massima da queste parti è di 0°C . Il precedente record di temperatura era di 20.4°C. Lo scrive su Twitterla Direzione Generale Industria della Difesa e Spazio dell'Unione Europea.

Temperature oltre i 30°C nel circolo polare artico sono qualcosa di davvero eccezionale, scrive il ricercatore dell'istituto meteorologico finlandese Mika Rantanen.

La Siberia è stretta nella morsa di una nuova ondata di calore artica che investe anche la Groenlandia.

Ma le anomalie di temperatura hanno riguardato tutto il 2020, non solo il mese di maggio. Da gennaio, nella regione si è registrata una temperatura media di 3°C superiore a quella della media a lungo termine. In tutta la Russia, dove praticamente non c'è stato inverno, scrive su Twitter Robert Rohde di Berkeley Earth, l'anomalia di temperatura per il periodo gennaio-aprile è stata doppia, di ben 6°C.

Si tratta della più grande anomalia mai vista nella media nazionale di un paese, aggiunge Rohde.

Secondo Zack Labe, ricercatore in cambiamenti climatici dell'Università della California, la Siberia è nota per le drastiche oscillazioni di temperatura, ma "la persistenza e l'entità del calore sulla regione, quest'anno, è stata sorprendente", ha detto al Washington Post.

In Russia si aspettano potenzialmente la più calda estate mai registrata in Siberia, e la stagione degli incendi potrebbe essere più devastante di quella dell'anno scorso. Nel 2019, i roghi hanno riguardato anche l'Alaska, il Canada e persino la Groenlandia.

Qui, in Groenlandia, i ghiacci si stanno sciogliendo prima del solito: la stagione dello scioglimento è iniziata ben 13 giorni prima rispetto alla media del periodo 1981-2019, secondo un collettivo di ricercatori danesi capeggiati dalDanish Meteorological Institute (DMI).

E l'estate non è ancora arrivata.

La Groenlandia entrerà nella cosiddetta stagione di "ablazione" - quando le nevicate non riusciranno più a compensare lo scioglimento dei ghiacci, portando a un generale restringimento della calotta glaciale - con un livello di ghiaccio già basso a causa della poca neve caduta durante l'inverno.

Nell'ultimo decennio sono state osservate diverse ondate di calore in alcune parti dell'Artico e in diversi periodi dell'anno.

Ma una tale ondata di calore per questo periodo dell'anno non si verificava da almeno 60 anni, indicano gli scienziati danesi del DMI all'agenzia AFP.

Secondo un rapporto ONU, tra il 33% e il 99% del permafrost mondiale, ovvero il terreno perennemente ghiacciato, potrebbe sciogliersi entro il 2100. A giugno scorso, un team di ricercatori dell'Alaska ha concluso che il permafrost si sta scongelando 70 anni prima del previsto.

L'effetto di questo scioglimento si fa sentire anche nell'atmosfera dato che il permafrost fuso rilascia metano, un potente gas serra, ma anche batteri dimenticati da secoli - con conseguenze ancora da valutare.

Le temperature medie nella regione artica sono aumentate di due gradi dalla metà del XIX secolo, il doppio della media globale.

Lo scioglimento dei ghiacciai in Groenlandia sta avendo un impatto anche sul livello globale del mare e degli oceani. Secondo il DMI, lo scioglimento dei ghiacci in questa parte del mondo ha contribuito ad un innalzamento di un centimetro del livello del mare dal 2002. Come si legge in uno studio pubblicato in aprile sulla rivista The Cryosphere, lo scioglimento dei ghiacci in Groenlandia ha rappresentato il 40% dell'aumento del livello dell'acqua nel 2019.

La calotta glaciale della Groenlandia è la seconda più grande della Terra dopo quella dell'Antartide.