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Covid-19: inventarsi un lavoro durante la crisi. Storie dall'Ungheria

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Covid-19: inventarsi un lavoro durante la crisi. Storie dall'Ungheria
Diritti d'autore  Marton Monus/MTVA - Media Service Support and Asset Management Fund/AP
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L'arte dell'arrangiarsi, o meglio del reinventarsi. È quello che stanno cercando di fare molti liberi professionisti le cui attività lavorative sono state bloccate dal lockdown causato dalla pandemia da Covid-19.

Mihály Nagy è un fotografo ungherese. Quando gli eventi hanno smesso di essere il suo pane quotidiano, ha dovuto salire su una bici e mettersi a fare le consegne di cibo a domicilio.

"La fotografia può essere davvero stancante durante un matrimonio, ma andare in bicicletta otto-nove ore e macinare 100 chilometri ogni giorno è molto più dura", racconta.

Tuttavia gli strumenti del mestiere non sono rimasti a casa, e quindi Mihály ha documentato e postato il suo nuovo quotidiano sui social, diventando un influencer. I nuovi contatti, raggiunti in questo periodo difficile, potranno essere nuova linfa quando tornerà alla sua vecchia vita.

Anche un noto organizzatore ungherese di festival tecnologici Gergely Csanda ha dovuto reinventarsi: "Io e il mio team volevamo rimanere insieme", dice, "Anche se sapevamo che non sarebbe stato più lo stesso e dovevamo ridurci i salari, abbiamo deciso di superare insieme questo doloroso periodo".

E così la compagnia ha messo in piedi un servizio di delivery di frutta e verdura (Gyümölcs Plaza) che è andato bene, e che ha previsto anche donazioni di cibo ai più bisognosi.

C'è anche la storia del primo safari ungherese a Szada, vicino a Budapest. Visto che le due più grandi compagnie di circo, l'Hungarian National Circus e il Richter Flórián Circus, non potevano esibirsi, i loro animali, un centinaio, sono andati a popolare un'area dove visitatori in auto possono vederli.