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Budapest apre la frontiera a Roszke, Serbia-Ungheria di nuovo collegate

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Budapest apre la frontiera a Roszke, Serbia-Ungheria di nuovo collegate
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Riapre il confine serbo-ungherese all'altezza di Roszke, centro urbano ungherese salito alla ribalta delle cronache per i campi spontanei di migranti che si sono formati nelle scorse settimane con il blocco dovuto alla pandemia.

Un turco ha percorso in moto oltre 3000 chilometri per rivedere la propria famiglia.

Le code in autostrada in prossimità dei caselli sono molto più lunghe rispetto a quelle di queste ore.

Questo giovane è diretto a Novi Sad: "Nostra madre è malata e non la vediamo da due mesi per via della chiusura della frontiera".

E proprio il confine diventa teatro di momenti indimenticabili, Claudia che studia a Budapest non rientrava dai suoi in Serbia da mesi e in autostrada abbraccia la madre.

- Mi sono mancati, è stato un periodo difficile e mio fratello è ancora bloccato in Ungheria.

Non è un liberi tutto per il governo ungherese che per bocca del ministro degli Esteri Péter Szijjártó sottolinea: "Stiamo aprendo i valichi di frontiera per le persone che vogliono passare da un paese all'altro nel rispetto della legge. Tutti coloro che vogliono attraversare illegalmente il confine tra i due paesi non potranno ancora farlo".

Restano i profughi che ancora prima che la pandemia bloccasse tutto avevano intrapreso il viaggio verso l'Europa più occidentale e che qualche giorno fa sono stati rilasciati dopo un periodo di quarantena.

Molti profughi vorrebbero ma non o_sano occupare_ le case abbandonate_, d_ella zona, ruderi per di più, perché si verificano raids da parte delle forze dell'ordine quasi ogni sera.

Stanno alla macchia, si nascondono nei boschi vicini. In questa zona i profughi che vorrebbero raggiungere i paesi nordici dell'Unione europea sono qualche decina, provengono tutti da Paesi mediorientali.

Zakariah viene dall'Algeria ha studiato francese e adesso spera di trovare fortuna in Europa:

- Vogliamo inviare un messaggio chiaro agli ungheresi: non vogliamo vivere nel vostro Paese, vogliamo attraversare il confine per andare verso occidente . Non siamo dei mostri, non siamo terroristi, siamo essere umani, come voi".

Si arrangiano come possono, in attesa del momento propizio per passare il confine. In un modo o nell'altro.