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Intervista a una dottoressa del 118 di Bologna "Reggiamo l'emergenza"

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Sebbene l'Emilia Romagna, per ragioni di vicinanza agli epicentri lombardi della pandemia, abbia scontato un numero non lieve di infettati, malati e deceduti, fra le regioni del nord Italia e insieme al Veneto è quella che sembra aver retto meglio l'impatto, con esclusione della città di Piacenza dove pure sono stati smobilitati alcuni presidi di emergenza.

Euronews ha intervistato chi osserva in diretta la progressione dei ricoveri operando come medico del pronto soccorso - dalla centrale di Bologna - intervenendo in ambulanze ed elisoccorso in tutta la regione. Liliana Copertino, professionista delle emergenze di lungo corso, racconta la sua percezione della crisi e rappresenta quell'Italia che sa reagire e che ha avuto gli strumenti adeguati per essere efficace.

"Città martire"

Anche in Emilia certo non è mancato il dolore. "Piacenza è città martire e non c'è retorica nel dirlo. La Regione raddoppierà gli sforzi per aiutarla a rialzarsi". Lo ha detto poche ore fa il governatore regionale Stefano Bonaccini, in un'intervista rilasciata alla "Libertà". Soprattutto per Piacenza c'è quindi la volontà di un piano straordinario di investimenti, che riguarderà tutta la Regione, ma avrà un potenziamento particolare su Piacenza.

I dati più generali in Regione

Nell'insieme della Regione si parla intanto di quasi 20.000 casi di positività al Coronavirus con una progressione di qualche centinaio al giorno. Diminuiscono i pazienti ricoverati in terapia non intensiva, negli altri reparti Covid (- 47) e in terapia intensiva (- 6). Sono fra le 300 e le 400 le persone ricoverate in terapia intensiva in tutta la regione nelle ultime ore.

Le speranze dello sport

I calciatori di Spal, Bologna, Parma e Sassuolo, da lunedì, potranno tornare nei rispettivi centri sportivi per allenarsi, sia pure individualmente. È quanto prevede l'ordinanza firmata dal presidente della Regione Emilia-Romagna. Le sedute dovranno svolgersi "nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento in strutture a porte chiuse", equiparando gli atleti delle discipline individuali a quelli che praticano sport di squadra.