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Il coronavirus non fa bene alle opposizioni di destra e sinistra di tutta Europa

Il coronavirus non fa bene alle opposizioni di destra e sinistra di tutta Europa
Diritti d'autore  Miguel Morenatti/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
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Durante la pandemia di Covid-19, in Europa i partiti di opposizione, a sinistra ma soprattutto a destra, stanno perdendo consensi. Ma data l'imprevedibilità degli scenari futuri, è presto ancora per dire se questo calo non produrrà un "rimbalzo" di consensi nel medio-lungo periodo.

La discesa nei sondaggi arriva anche fino a 3 o 4 punti percentuali come succede alla Lega e all'Alternative für Deutschland (AfD), in Germania. Gli esperti lo chiamano effetto "rally around the flag” (lo “stringersi intorno alla bandiera”), "un fenomeno piuttosto comune in tempi di emergenza, poiché il sentimento di unità nazionale rinvigorisce e di conseguenza cresce anche l’unità intorno al governo", scrive Youtrend in questa analisi.

Europe Elects, che raccoglie e pubblica dati relativi ad elezioni e sondaggi in Europa, ha condiviso con Euronews queste proiezioni che si riferiscono agli ultimi due mesi di crisi sanitaria.

I partiti al governo - tendenzialmente moderati - stanno consolidando le proprie basi elettorali. I popolari della CDU-CSU in Germania balzano in avanti +10%, così come l'ÖVP di Sebastian Kurz in Austria (+5%) e il VVD nei Paesi Bassi (+9%). Lo stesso dicasi per il PSOE di Sanchez in Spagna (+3%), a discapito dell'alleato Unidas Podemos.

Quando le formazioni nazionaliste sono invece al governo, come in Ungheria (Fidesz, non inserita in questa tabella in quanto parte del Partito Popolare europeo) o in Polonia (PiS), sono loro a crescere nelle intenzioni di voto, facendo il vuoto intorno a sé.

Secondo Mathew Nicolson di Europe Elects, uno dei fattori chiave è stata la progressiva perdita di importanza nel discorso mediatico dei temi associati ai partiti di destra, sinistra o populisti euroscettici, come le politiche di austerità o l'immigrazione. Tuttavia, "non si devono interpretare questi dati come perdita profonda o a lungo termine di supporto" nei confronti di questi partiti. Lo scenario futuro, dice, è completamente imprevedibile.

Come si vede dalla tabella, in tutt'Europa, in generale, sono più i partiti di destra a risentire di questo declino.

In Irlanda, i due principali partiti, Fianna Fail (FF) e Fianna Gael (FG), tradizionalmente rivali, sono in trattative per formare un governo. Il Sinn Fein, il braccio politico del gruppo terroristico dell'IRA, è uscito moralmente vincitore della tornata elettorale e ha gli stessi seggi del FF. Tra le forze di sinistra è quello che più sta godendo del vento in poppa, in Europa. La sua leader, Mary Lou McDonald, si è ripresa dopo essere stata contagiata dal coronavirus.

"L'impressione è che ci sia un elemento contingente, l'agenda è estremamente concentrata sul coronavirus e l'opinione pubblica tendenzialmente sostiene i governi. Ma è plausibile che ci sia un rimbalzo - soprattutto dove, come in Italia, ci potranno essere pesanti conseguenze economiche e sociali", l'analisi per Euronews di Lorenzo Pregliasco, cofondatore di YouTrend e Agenzia Quorum. "A quel punto, bisognerà vedere se le forze anti-sistema potranno capitalizzare. Al netto della retorica europea, che è parte della Lega e Fratelli d'Italia nel nostro Paese, oggi ci sono pochi appigli, ma sul medio-periodo, tra tre o sei mesi, potrebbe esserci un ritorno di consenso verso queste leadership".

In alcuni Paesi, come Francia, Spagna Italia e Romania, le tornate elettorali (amministrative o nazionali) sono state rinviate a data da destinarsi. In Polonia al momento di scrivere restano confermate le presidenziali del 10 maggio.