ULTIM'ORA
This content is not available in your region

Vivere ad Abisko: gli effetti del riscaldamento globale su uno dei luoghi più freddi del mondo

euronews_icons_loading
Vivere ad Abisko: gli effetti del riscaldamento globale su uno dei luoghi più freddi del mondo
Dimensioni di testo Aa Aa

Quello del 2020 è stato il secondo febbraio più caldo di sempre nel mondo. Inoltre da dicembre a febbraio la temperatura in Europa è stata di 3,4 gradi sopra la media del periodo 1981-2010: questo lo rende di gran lunga l'inverno più caldo mai registrato.

I dati del Servizio sui cambiamenti climatici di Copernico ci permettono di osservare quello che sta accadendo su scala globale ed evidenziano le temperature anomale del mese di febbraio.

La fine dell'estate in Antartide è stata più calda della media mentre in Australia è stata più fredda. È stato un febbraio mite in Europa, ma anche in Siberia e in Asia centrale la temperatura media è stata significativamente più alta.

La calotta glaciale artica si è ridotta ulteriormente (anche se questo non è una conseguenza diretta dell'aumento delle temperature). È stato calcolato che ci sono circa 850.000 chilometri quadrati di ghiaccio in meno di quanto ci si aspetterebbe normalmente in questo periodo. Ciò equivale all'incirca alla superficie di Francia e Italia messe insieme.

Per toccare con mano gli effetti del cambiamento climatico siamo andati nel villaggio di Abisko, nel nord della Svezia. Qui la temperatura media annuale è passata da sotto lo zero a sopra lo zero.

Come si può vedere nel grafico sotto le temperature sono state fluttuanti per anni, per poi aumentare gradualmente a partire dalla fine degli anni '80.

L'inverno ad Abisko significa neve, ghiaccio e temperature medie intorno ai 15 gradi sotto zero: un tipico paesaggio artico. Ma sotto la neve ci sono i segni di un grande cambiamento. Keith Larson è uno scienziato del clima ed è ad Abisko per cercare di capire cosa sta succedendo.

"Qui c'è una stazione meteorologica dove le temperature vengono misurate con un termometro dal 1913 - dice ad Euronews - dal 1989 in poi, ad eccezione del 2010, tutti gli anni sono stati caldi. Ciò non significa che non faccia freddo - è pur sempre l'Artico - ma non fa più freddo come un tempo".

Le misurazioni della stazione mostrano che Abisko si sta riscaldando almeno due volte più velocemente del resto del mondo. Un fenomeno dovuto ai cicli di feedback: quando la neve e il ghiaccio si sciolgono, riflettono meno la luce del sole. Di conseguenza si sciolgono più velocemente.

Nel centro turistico del parco nazionale di Abisko un'intera mostra è dedicata ai cambiamenti del paesaggio e al loro impatto su flora e fauna. Un esempio di questo cambiamento è il conflitto tra volpe rossa e volpe artica.

"A causa delle temperature più miti - dice Lo Fischer, direttrice del parco - la volpe rossa si spinge sempre più in alto nella montagna, sconfinando nel territorio di caccia della volpe artica, che diventa a sua volta una preda della rossa".

Ad Abisko abbiamo parlato con Tomas Kuhmunen. Tomas è un sami, una comunità indigena che vive principalmente nel nord di Svezia, Norvegia e Finlandia. Ogni anno, ci dice, le cose si fanno sempre più difficili per chi vive allevando le renne e rispettando le tradizioni del posto.

"Negli ultimi anni - ci dice Tomas - abbiamo avuto pascoli sparpagliati un po' ovunque a causa del clima più mite ". Un clima più mite significa più pioggia; la pioggia a contatto con la neve si ghiaccia e ricopre i licheni sul terreno. Le renne, non riuscendo a cibarsi, muoiono di fame. Alcune famiglie sono state costrette a rinchiudere e nutrire le proprie renne.

"Quando chiediamo agli anziani cosa fare in inverni così - dice Tomas - ci rispondono che non lo sanno neanche loro. Non hanno mai vissuto un'esperienza così".