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Sanremo, al via la 76esima edizione del festival della canzone italiana

Carlo Conti in Sanremo
Carlo Conti in Sanremo Diritti d'autore  LaPresse
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Di Euronews
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Stasera si apre il sipario dell'Ariston per dare inizio alla 76esima edizione del concorso canoro, tra i più longevi al mondo. Tutti e 30 i Big in gara per la serata inaugurale per un'edizione a "prova di polemica"

Potremmo dire che è il festival di Carlo Conti, il presentatore toscano infatti torna all’Ariston per la quinta ed ultima volta, nella doppia veste sia di conduttore che Direttore artistico.

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Ed è anche il quarto festival dell’era Meloni, cioè da quando il governo a guida Fratelli d’Italia è entrato in carica.

Gli ultimi due anni segnano quindi il ritorno al timone di Carlo Conti dopo il regno di Amadeus, ad oggi, secondo un sondaggio You Trend, il conduttore preferito tra i due dagli italiani.

Da molti il suo festival è ancora percepito come inclusivo, pop e attento ai diritti civili con momenti anche dedicati al dibattito politico.

Sicuramente l’edizione di quest’anno si preannuncia all’insegna della tradizione e della memoria di Pippo Baudo, come ha fatto capire lo stesso Conti nella conferenza stampa di vigilia del festival.

“Il mio è un festival baudiano, ha detto il conduttore, ed è toccato proprio a me fare il primo festival senza di lui, era doveroso dedicarglielo”.

Dai Big in gara: apre Ditonellapiaga, al ritorno di Sandokan

Oltre alla scaletta con l’ordine di apparizione di tutti i cantanti della categoria Big, tra i più attesi ci sono Arisa, Patty Pravo e la coppia Fedez Masini, nella conferenza di martedì 24 febbraio, è stata svelata la sorpresa della prima serata.

L’attore turco Can Yaman che interpreta il personaggio di Sandokan, sarà affiancato da colui che 50 anni fa incarnò per la prima volta il personaggio, ovvero Kabir Bedi.

Yaman accompagna il duo dei co-conduttori Laura Pausini e Carlo Conti che tra l’altro daranno il benvenuto ad Olly il vincitore dell’ultima edizione.

Carlo Conti cita Pippo Baudo, “Questi politici che si interessano al festival pensassero ai problemi del Paese”

Dopo oltre 75 anni di storia ininterrotta, il festival tra i più prestigiosi e longevi al mondo, da sempre campione di ascolti, si dimostra sempre più permeabile al dibattito politico.

Prima i rumours sulla presunta partecipazione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, smentita da Conti e poi la polemica politica per l’invito, poi ritirato al comico Pucci.

Al secolo Adrea Baccan, Pucci era stato chiamato a co-condurre la terza serata, ma poi ha deciso di rinunciare per i troppi insulti ricevuti per battute rivolte in passato ad esponenti del centrosinistra tra cui Elly Schlein.

In tutto questo a fare discutere sono state anche le parole del Presidente del Senato Ignazio La Russa che in un video, chiede a Carlo Conti di trovare un modo per far tornare Pucci, alludendo ad una presenza che potrebbe avere valore “riparatorio”.

Una richiesta non raccolta da Conti che rispondendo con le parole di Pippo Baudo, ha fatto capire che politica e festival devono restare separati.

“Vi ricordo che qualcuno di voi aveva detto, quando c’era Renzi, che ero renziano. Ora divento meloniano. Domani divento cinquestelliano, ha detto in conferenza stampa Conti, io sono un uomo libero e ci tengo proprio, da 40 anni a questa parte, a essere indipendente il più possibile nel mio lavoro”.

“Vogliamo un’altra musica”, Usb contro l’art-washing e la partecipazione dell’Italia all’Eurovision Song Contest

“Il Festival di Sanremo, si legge in un comunicato sottoscritto da Usb ed almeno una decina di altre realtà solidali, non è soltanto un concorso canoro, ma rappresenta uno dei più importanti eventi mediatici italiani che esprime anche il concorrente per l’Italia dell’Eurovision Song Contest”.

Nella nota si fa anche menzione della dichiarazione della cantante Levante che in caso di vittoria ha fatto sapere che non parteciperebbe all’Eurovision per la presenza di Israele.

In seguito a questa decisione, riferisce il comunicato, “la Rai ha reso noto, di voler avviare una verifica preventiva sulla disponibilità degli artisti in gara, per avere un quadro complessivo delle loro intenzioni”.

Una procedura che secondo la sigla sindacale, “rischia di inquinare il corretto svolgimento del concorso”.

Usb Rai che aveva già lanciato una raccolta firme, poi presentata al CdA Rai, per chiedere il ritiro dell’Italia dalla competizione canora europea per la partecipazione di Israele, ha organizzato azioni di protesta diffuse in diverse città italiane nei primi giorni del festival.

Una mobilitazione che serve a ribadire, dice Usb Rai, “L’opposizione all’art-washing da parte del governo di Israele attraverso la partecipazione all’Esc”.

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