L'eurodeputato Roberto Vannacci è entrato nel gruppo Europa delle Nazioni Sovrane, lasciando i Patrioti per l'Europa, di cui fa parte la Lega. Cruciali le divergenze sulla guerra in Ucraina
Dopo aver lasciato la Lega, Roberto Vannacci ha cambiato gruppo politico al Parlamento europeo, passando a Europa delle Nazioni Sovrane (Esn).
L'annuncio è stato dato in una conferenza stampa a Bruxelles da Vannacci insieme al co-presidente del gruppo, René Aust, membro del partito tedesco di destra radicale, Alternative für Deutschland (AfD).
Europa delle Nazioni Sovrane, il gruppo meno numeroso dell'Eurocamera, conta ora 28 deputati, provenienti da nove Stati dell'Ue. Si tratta per lo più di esponenti politici di partiti ultranazionalisti minoritari nei rispettivi Paesi, come il ceco Giuramento (Přísaha) o il polacco Confederazione (Konfederacja).
"Mi riconosco totalmente nei principi, valori e ideali del gruppo", ha detto Vannacci, elencando alcuni punti del suo programma politico che coincidono con la linea di Esn: sovranità nazionale, protezione delle identità dei popoli europei, semplificazione burocratica nell'economia, tassazione ridotta e cancellazione del Green Deal, che l'eurodeputato considera "la peggiore truffa che l'Europa abbia subìto dal dopoguerra", responsabile di desertificazione industriale e impoverimento della popolazione.
"Abbiamo poche differenze e un numero schiacciante di punti in comune nel campo della politica economica, culturale e sociale con Vannacci", ha detto il co-presidente Aust dando il benvenuto all'eurodeputato.
"Consegnare armi all'Ucraina è strategia perdente"
Dalle risposte di Vannacci alle domande dei giornalisti è emerso il reale motivo del cambio di casacca: la posizione sulla guerra in Ucraina, il solo argomento su cui le posizioni di Vannacci non sono pienamente allineate con quelle del suo gruppo precedente, i Patrioti per l'Europa.
"Il motivo per il quale io ho cambiato gruppo è stato essenzialmente il motivo per il quale io ho cambiato partito in Italia", ha detto l'eurodeputato, ribadendo la contrarietà all'invio di aiuti militari all'Ucraina, e definendo "incoerente" il comportamento della Lega sul tema, per il voto a favore nel decreto sul nuovo pacchetto di armi all'Ucraina.
"Continuare a consegnare armi e risorse all'Ucraina, si è dimostrata una strategia perdente. O prolunghiamo questa agonia e trasformiamo questa sconfitta in una disfatta, oppure cerchiamo di arrivare a negoziati con la Russia sapendo che avremo sicuramente un qualche cosa da pagare", sostiene Vannacci.
A suo giudizio, sarebbe meglio accettare alcune condizioni su cui Mosca non cederà: annessione dei territori occupati militarmente, neutralità dell'Ucraina, divieto di dispiegare sistemi d'arma di Paesi occidentali sul territorio ucraino.
Il gruppo dei Patrioti per l'Europa, soprattutto su spinta della sua componente francese, sta invece adottando una linea sempre più critica nei confronti di Vladimir Putin ed esprimendo un sostegno sempre più esplicito al governo di Kiev, come dimostra il discorso del leader del Rassemblement National Jordan Bardella nella sessione plenaria straordinaria del Parlamento dedicata all'anniversario della guerra.
"Governo italiano non abbastanza di destra"
Vannacci non ha fissato obiettivi elettorali per il suo nuovo partito, Futuro Nazionale, e ha chiarito la sua posizione sul governo guidato da Giorgia Meloni.
"Ritengo che questo governo sia il meno peggio. Ma io non mi accontento del meno peggio. Sicuramente non è abbastanza a destra, basti pensare che un suo esponente in Italia sta lottando per portare avanti lo Ius Scholae", ha detto Vannacci, in riferimento alla proposta di concedere la cittadinanza italiana ai minori nati nel nostro Paese da genitori stranieri, che frequentano un intero ciclo scolastico in Italia.
Sull'immigrazione, le posizioni di Vannacci restano estreme, al punto di evocare la possibilità di espellere dal Paese anche cittadini italiani di origine straniera, qualora "si dimostrassero non assimilabili nel nostro sistema e nel nostro ordinamento".
"Se uno vuole la Sharia [legge islamica, ndr] può essere espulso perché la Sharia è un sistema giudiziario non compatibile con il nostro ordinamento".