Davanti a un turbolento Congresso a camere riunite, il presidente Usa Donald Trump ha pronunciato il discorso più lungo di sempre sullo Stato dell'Unione, tra standing ovation dei repubblicani e proteste dei democratici
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si è vantato di aver "ottenuto tanto" mentre difendeva a spada tratta le politiche più controverse della sua amministrazione durante il discorso più lungo sullo Stato dell'Unione mai tenuto di fronte al Congresso.
Per Trump gli Stati Uniti sono "più grandi, ricchi e forti che mai"
Il capo di Stato ha iniziato dipingendo un quadro ottimistico, dichiarando che l'America è "più grande, migliore, più ricca e più forte che mai. Stasera, dopo un solo anno, posso dire con dignità e orgoglio che abbiamo realizzato una trasformazione che nessuno aveva mai visto prima, una svolta epocale".
Trump spera che il discorso, pronunciato in prima serata e trasmesso su tutti i principali network, lo aiuti a diffondere il messaggio agli elettori, dopo un primo anno alla Casa Bianca profondamente divisivo.
In calo nei sondaggi, Trump teme che il suo Partito repubblicano perda il controllo del Congresso dopo le elezioni di mid-term, a novembre, paralizzando il resto del suo secondo mandato ed esponendolo a un possibile terzo impeachment.
Il rischio di un terzo impeachment dopo le elezioni di mid-term
Per questo il miliardario statunitense ha cercato di fare appello a sentimenti patriottici bipartisan, presentando una serie di ospiti a sorpresa come eroi militari, un ex prigioniero politico rilasciato dopo che la sua amministrazione ha rovesciato il presidente venezuelano Nicolás Maduro e la squadra di hockey maschile statunitense vincitrice della medaglia d'oro alle Olimpiadi, annunciando il conferimento al portiere della Medaglia presidenziale della libertà, la più alta onorificenza civile del Paese.
Trump ha inoltre consegnato medaglie d'onore militari a un pilota di elicottero ferito nell'attacco di gennaio con il quale è stato rovesciato Maduro e a un veterano della guerra di Corea di 100 anni.
Trump ha definito "una sentenza infelice" quella della Corte Suprema sui dazi
A livello politico, Trump ha difeso le sue scelte contro i migranti e la sua volontà di preservare i dazi doganali, nonostante la Corte Suprema ne abbia annullato la prima versione. Ha ricevuto qualche applauso dai democratici proprio mentre descriveva la decisione assunta dal massimo organismo giuridico statunitense. Che però lo stesso Trump ha definito "una sentenza infelice", insistendo sul fatto che "tutto stava funzionando bene".
Il presidente ha quindi promesso di andare avanti, utilizzando leggi "alternative" per imporre i prelievi sulle importazioni. Rivolgendosi ai legislatori ha poi affermato che "l'azione del Congresso non sarà necessaria". Si è perfino spinto a dichiarare che un domani i dazi "sostituiranno sostanzialmente" il moderno sistema di tassazione del reddito.
"I dazi stanno salvando il nostro Paese"
Trump si è detto convinto che i rincari sono pagati dai Paesi stranieri, nonostante siano dimostrati i costi sostenuti da consumatori e imprese americane. Per il capo di Stato repubblicano, in ogni caso, la guerra commerciale "sta salvando il nostro Paese".
Trump è diventato più aggressivo a metà del discorso, attaccando i suoi oppositori che hanno spesso fischiato: "Dovreste vergognarvi di voi stessi", ha affermato. Poi puntando il dito verso i democratici e ha tuonato: "Queste persone sono pazze. Stanno distruggendo il nostro Paese".
Il deputato democratico Al Green è stato accompagnato fuori dall'aula dopo aver mostrato un cartello di protesta con la scritta "I neri non sono scimmie!".
Il riferimento, abbastanza inequivocabile, era a un video razzista postato dal presidente che ritraeva l'ex inquilino della Casa Bianca Barack Obama e la moglie Michelle come primati in una giungla. Anche durante il discorso di Trump dello scorso anno Al Green era stato espulso dall'Aula per una protesta.
Un nuovo avvertimento all'Iran
Trump si è soffermato anche sulla questione dell'Iran, affermando che la Repubblica islamica sarebbe alla ricerca di missili che potrebbero raggiungere gli Stati Uniti e ha insistito sul fatto che a Teheran non sarà mai permesso di portare avanti programmi nucleari militari.
Gli iraniani, ha dichiarato, "in questo momento stanno di nuovo perseguendo le loro sinistre ambizioni nucleari. La mia speranza è di risolvere questo problema attraverso la diplomazia. Ma una cosa è certa: non permetterò mai al primo sostenitore del terrore al mondo di avere un'arma nucleare".
Il presidente ha anche ricordato gli attacchi aerei statunitensi della scorsa estate che hanno colpito siti nucleari in Iran e ha lodato il raid che ha spodestato Maduro in Venezuela, nonché la mediazione della sua amministrazione per un cessate il fuoco nella guerra di Israele contro Hamas a Gaza.
Nel discorso non si è invece fatto cenno alle grandi difficoltà che Trump ha comportato all'interno della Nato, anche per via delle ripetute dichiarazioni sulla Groenlandia. Al contempo, il miliardario americano non è riuscito per ora a convincere il suo omologo russo Putin ad accettare un compromesso per porre fine alla guerra in Ucraina.