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Coronavirus, allerta dell'Oms: "Scarseggiano mascherine e altri dispostivi di sicurezza"

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Coronavirus, allerta dell'Oms: "Scarseggiano mascherine e altri dispostivi di sicurezza"
Diritti d'autore  Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved   -   Mark Schiefelbein
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L'Organizzazione mondiale della sanità ha lanciato un'altra allerta legata al coronovirus. Nel corso di un briefing sulla diffusione del virus a Ginevra il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha detto che in tutto il mondo si segnala una carenza di mascherine e altri dispositivi di protezione.

"La domanda - ha detto - è fino a 200 volte superiore al normale e come conseguenza i prezzi sono fino a 20 volte più alti". Ad esacerbare la situazione è "l'uso massiccio e inappropriato delle protezioni al di fuori della cura del paziente. Il risultato è che le scorte sono esaurite e ci sono arretrati di 4-6 mesi".

Il direttore dell'Oms ha poi lanciato un appello, chiedendo ai Paesi e alle aziende "di collaborare con l'Oms per garantire un uso equo e razionale delle forniture di questi dispositivi e il riequilibrio del mercato. Tutti abbiamo un ruolo da svolgere per tenerci al sicuro".

"La prima priorità - ha ricordato Ghebreyesus - sono gli operatori sanitari. La seconda priorità chi è malato o si prende cura di qualcuno che è malato". Per questo motivo l'Oms scoraggia la corsa a mascherine e altri dispositivi di protezione nei Paesi in cui la trasmissione del virus è bassa.

Al momento le vittime del virus in Cina sono 637, mentre i casi accertati sono 31.217. In Italia i casi confermati sono tre: si tratta dei due turisti cinesi ricoverati in condizioni critiche allo Spallanzani di Roma e e di un 29enne italiano, ritornato lunedì scorso da Wuhan, anch'egli in isolamento allo Spallanzani.

Nelle ultime ore è stato segnalato un caso sospetto a Chieti. Un uomo di 43 anni, tornato il 28 gennaio dalla Cina (dall'area di Guangdong), si è presentato spontaneamente al pronto soccorso. Tra i sintomi febbre e una leggera tosse.

Immediata l'attivazione del protocollo precauzionale introdotto per il coronavirus: il paziente è stato trasferito in sorveglianza sanitaria nel reparto di malattie infettive - dove è ricoverato in isolamento - per essere sottoposto agli accertamenti.