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Libia: tra caos e diplomazie al lavoro per il cessate il fuoco

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Libia: tra caos e diplomazie al lavoro per il cessate il fuoco
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Da una parte le armi, dall’altra le diplomazie al lavoro per cercare una soluzione per un possibile cessate il fuoco in Libia fino all’idea di una possibile stabilizzazione del Paese. A sorpresa il Presidente turco Tayyip Erdogan è volato a Tunisi dove ha incontrato il collega Kaies Saied.

Un faccia a faccia nel quale Erdogan dopo aver denunciato lo spiegamento di migliaia di combattenti stranieri, nel Paese, ha sottolineato che le conseguenze del conflitto interno libico, avranno un effetto soprattutto sulla la popolazione e poi sugli stati confinanti. Ecco perché, per il presidente turco, la Tunisia ha un ruolo importante nella ricerca di soluzioni alla crisi.

Anche l’Italia, che sembrava scomparsa sul fronte diplomatico, si è rimessa in moto. Il ministro degli esteri Luigi Di Maio, dopo un colloquio con il Segretario di Stato americano Mike Pompeo, ha sentito il suo collega russo Sergei Lavrov. Il tentativo è quello di raggiungere rapidamente un consenso per un cessate-il-fuoco che blocchi l’assalto militare del generale Khalifa Haftar alla regione di Tripoli. Proprio nei giorni scorsi, durante la visita in Libano, Di Maio aveva sottolineato che in Libia è in atto una guerra per procura, con un forte rischio per la presenza di "cellule terroristiche".

Intanto nel Paese anche nel giorno di Natale non si fermano gli scontri e gli attacchi. Quattro civili sono rimasti uccisi da un razzo caduto vicino a un mercato a Tajura, nella periferia est della capitale libica Tripoli. Il governo di unità nazionale, riconosciuto dall'Onu, ha accusato le forze del maresciallo Khalifa Haftar di aver bombardato la zona.