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Croazia: la polizia di frontiera spara sui migranti

Croazia: la polizia di frontiera spara sui migranti
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Reuters/MARKO DJURICA
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L'ultimo altolà è stato impartito con i proiettili delle pistole. Un gruppo di migranti stava cercando di attraversare il confine tra la Croazia e la Slovenia nel suo viaggio verso l’Europa ma è stato raggiunto dai proiettili della polizia di frontiera croata la sera di sabato 16 novembre, in una zona montuosa vicina alla città adriatica settentrionale di Rijeka. Uno dei migranti è rimasto gravamente ferito.

Il ministro dell'interno croato Davor Bozinovic ha commentato l’accaduto dichiarando che il gruppo stava cercando di attraversare la Slovenia, ma non ha rilasciato informazioni su quanti fossero i migranti e quale fosse la loro provenienza.

Quel che è certo che è il percorso battuto dal gruppo di migranti è ben noto: è lo stesso intrapreso da molti che lasciandosi alle spalle i paesi del Medio oriente e dell’Asia centrale cercano di raggiungere le città piu ricche dell’Unione europea, attraversando una frontiera particolarmente sensibile per lo Stato croato, tutt’ora non incluso nello spazio Schengen dell’Unione. Qui i migranti che cercano di raggiungere i confinanti paesi europei si scontrano con la Polizia di frontiera.

"Gli agenti di polizia stavano impedendo il passaggio di un gruppo che probabilmente voleva raggiungere la Slovenia", ha detto Bozinovic, aggiungendo che un uomo è stato ferito probabilmente ferito a causa dell'uso di armi da fuoco", promettendo che le autorità regionali indagheranno sull'incidente.

Informazioni sono poi trapelate dall’ospedale dove il migrante ferito è stato ricoverato: "Il paziente ha subito un intervento chirurgico urgente, ferito da i proiettili di un’arma da fuoco nella zona del torace e dello stomaco" ha spiegato alla Reuters un medico del Centro ospedaliero clinico di Rijeka, aggiungendo che il paziente “è in pericolo di vita e sottoposto a trattamento medico intensivo”.

"Questo è un caso assolutamente scioccante e inaccettabile. Per anni abbiamo evidenziato casi di abuso di migranti da parte delle autorità croate, che hanno sempre più volte negato le accuse e ora hanno ammesso di aver usato un'arma da fuoco. Mi auguro che la cosa abbia risonanza a livello europeo, soprattutto in questo momento, mentre la Croazia è metà dentro l'area Schengen, e che la UE faccia tutto il possibile per scoprire cosa è successo", il commento di Lydia Gall, ricercatrice a Human Rights Watch.

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