Cittadino russo, 40 anni, il presunto fondatore della piattaforma Btc-e è accusato dagli Stati Uniti di avere riciclato miliardi di dollari attraverso la criptovaluta
Reduce da uno sciopero della fame che l'ha costretto al ricovero, Alexander Vinnik è comparso oggi davanti alla corte suprema greca. Cittadino russo, 40 anni, Vinnik è il presunto il fondatore di Btc-e, una delle principali piattaforme di scambio di Bitcoin. Per gli Stati Uniti avrebbe riciclato miliardi di dollari attraverso la criptovaluta.
"Che io sia innocente o meno dovrebbe essere deciso in base alle leggi russe, non in base alle leggi di un paese con il quale non ho alcun rapporto", ha detto a Euronews Vinnik, arrestato su richiesta di Washington durante una vacanza in Grecia nel 2017.
Per il suo legale, Vinnik è vittima di una persecuzione. "È un caso di violazione dei diritti umani e del diritto internazionale - ha detto il legale a Euronews -. Alexander è detenuto da 27 mesi, non è accusato di niente e non è stato processato. Chiediamo al tribunale di rilasciarlo. Non ha commesso altro crimine che favorire la libertà economica di tutti i popoli".
Oltre agli Stati Uniti, anche Francia e Russia hanno chiesto la sua l'estradizione. Se la Corte Suprema dovesse dargli ragione, Vinnik sarà rimesso in libertà o estradato in patria.